
Lamezia Terme - È ancora una volta Cesare Gualtieri, imputato insieme a Peppino Festante, Lucia Vaccaro, Massimo Crapella e Giancarlo Puzzo, nel processo Chimera contro la cosca Cerra-Torcasio-Gualtieri che si sta svolgendo nell’aula Garofalo del Tribunale di Lamezia, davanti al Presidente Maria Teresa Carè e, a latere, i giudici Francesco Aragona ed Annalisa Martire, ad essere al centro dell’udienza. Il professor Ricci, incaricato dal Tribunale di verificare, tramite perizia sanitaria, la situazione dell’imputato Gualtieri in merito alle patologie denunciate, quali disturbi depressivi e cutanei, non ha ancora depositato la perizia.
L’avvocato Canzoniere prende la parola manifestando al Tribunale che, da sei mesi dall’inizio del processo, è stato chiesto che l’imputato Cesare Gualtieri “necessiti di interventi non possibili nell’istituto carcerario dove è detenuto”. Pertanto chiede al Tribunale “di disporre a carico di Cesare Gualtieri gli arresti domiciliari presso un istituto pubblico di cura per effettuare tutti gli accertamenti necessari”. Il legale indica il Pugliese di Catanzaro, in quanto ospedale dotato di stanze di detenzione dove è possibile un controllo sui detenuti, come luogo ideale per gli accertamenti che il suo assistito dovrebbe effettuare. “Il diritto alla salute deve prevalere sempre su eventuali altre esigenze” afferma infine l’avvocato Canzoniere alla luce del fatto che il perito non ha ancora depositato la perizia.
Del parere contrario il Pm che prevede come alternativa a quanto avanzato dalla difesa: “il trasferimento in un altro carcere che abbia le strutture idonee per un detenuto che ha le patologie dell’imputato”, o in alternativa “l’imputato può venire scortato nel luogo dove effettuare questi accertamenti ogni volta che siano necessari”. Pertanto chiede di rigettare l’istanza chiesta dai legali di Cesare Gualtieri. Lo stesso imputato interviene in udienza per ribadire che “è inutile andare in un centro clinico. Questo non risolve i miei problemi di salute”.
Il Presidente Carè in conclusione dell’udienza dispone che il perito depositi la relazione entro il 25 febbraio prossimo e di accertare se ci siano strutture penitenziarie idonee a garantire gli esami diagnostici complessi ovvero ricoveri presso strutture. Sarà nella prossima udienza fissata il primo marzo che il Tribunale si riserva la decisione sull’istanza del perito.
R.V.
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