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Lamezia Terme - Primi testimoni in aula, citati dal Pm Elio Romano, nell’ambito del processo Chimera con il rito ordinario che si sta celebrando nell’aula Garofalo del tribunale di Lamezia e che vede imputati Cesare Gualtieri, Peppino Festante, Lucia Vaccaro, Massimo Crapella e Giancarlo Puzzo. I cinque sono ritenuti legati alla “storica” consorteria criminale dei Cerra-Torcasio-Gualtieri di Lamezia Terme con base operativa a “Capizzaglie”.

E’ il maresciallo dei carabinieri Ettore Gualtieri il primo testimone ad essere ascoltato in questo processo. Il Pm Elio Romano inizia l’esame esplorando, col testimone, il contesto associativo in generale. “L’indagine riguarda l’operatività del gruppo Torcasio-Gualtieri-Cerra a Lamezia Terme e, da verifiche, è emerso che il gruppo era operativo in particolare a Capizzaglie”, dichiara il marescialo che nella sua attività investigativa si è occupato principalmente di “verificare partendo dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia l’esistenza di questo gruppo a Lamezia”. Gruppo criminale che si occupava principalmente di estorsioni, traffico di armi e di stupefacenti. Il maresciallo ha svolto, quindi, un’attività di riscontro delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia tramite le persone offese per verificare alcuni episodi estorsivi. Un’attività che, nelle parole del maresciallo, si è svolta “con molta difficoltà” dal momento che  “le vittime erano a volte omertose”. Il maresciallo si è occupato, inoltre, di esaminare i “colloqui in carcere” e, in particolare in aula ha riferito degli incontri tra Cesare Gualtieri e sua moglie Lucia Vaccaro riferendo di “pizzini nascosti nelle scatole di brioches, notati tramite i video dei colloqui, quando la moglie andava a trovare il marito nel carcere”.  Il maresciallo passa poi a riferire in merito ad una serie di estorsioni e atti intimidatori che avrebbero compito alcuni imputati.

L’avvocato Veneziano, difensore di Cesare Gualtieri, procede poi con il controesame del maresciallo Gualtieri chiedendo ulteriori delucidazioni in merito ai “negozi bersagliati”. “Sono state fatte delle verifiche tra gli atti intimidatori avvenuti in città ed il riscontro con le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia” afferma il maresciallo. Su istanza, inoltre, dell’avvocato Veneziano il tribunale autorizza infine la difesa di Gualtieri ad estrarre copie della cartella clinica presso l’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro dove l’imputato è stato ricoverato.

Ad inizio udienza il pm ha chiesto di poter produrre dispositivo della sentenza Gip di Catanzaro del 2 maggio 2016 (processo Chimera abbreviato), chiede, inoltre, di poter produrre elenco delle persone identificate dagli operanti in relazione alle singole intercettazioni. Le difese, però, si oppongono all’ammissione della richiesta di acquisizione della sentenza. L’udienza è stata infine rinviata al 19 luglio alle 13:30 con l’ascolto di altri testimoni citati dal Pm.

R.V.

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