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Roma - La prima commissione del Csm ha chiesto al comitato di presidenza l'apertura di una pratica sul ritardo nelle motivazioni della sentenza del processo “Cosa Mia” che avrebbe portato a scarcerazioni degli imputati per gravi reati. Lo ha reso noto il presidente della prima commissione Renato Balduzzi.

 La Commissione Antimafia "chiede di fare luce, per capire come sia stato possibile un ritardo davvero clamoroso nel deposito delle motivazioni della sentenza di condanna di molti pericolosi ‘ndranghetisti della piana di Gioia Tauro, tornati liberi per decorrenza dei termini". 

"Solo poche settimane fa, la Commissione - ricorda l'Antimafia, presieduta da Rosy Bindi, Pd - ha approvato una dettagliata relazione sulla situazione degli uffici giudiziari della Calabria nella quale denunciavamo le carenze di organico e il drammatico arretrato accumulato nelle sedi di Reggio Calabria e Catanzaro". "Alla luce di quello che riferisce oggi La Stampa, la Commissione parlamentare rinnova l'appello al Governo a intervenire in modo da assicurare efficienza ed efficacia dell'azione giudiziaria", conclude la Commissione Antimafia.

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