
Catanzaro - Sono iniziate oggi in Corte di Assise d’Appello le discussioni dei difensori nell’ambito del processo "Andromeda" contro la cosca Iannazzo-Cannizzaro-Daponte. In seguito alla richiesta di conferma delle condanne di primo grado alla scorsa udienza da parte del procuratore generale, ora è il turno delle difese. Ha iniziato l’avvocato Andricciola per le posizioni di Santo e Giovannino Iannazzo, entrambi accusati di associazione ed estorsione.
La difesa oltre ad aver rilevato l’inesistenza dell‘associazione, ha rilevato l’assoluta estraneità dei due imputati, anche per il reato fine di estorsione contestato ad entrambi, in quanto è stata evidenziata l’assenza di presupposti per la condanna. In particolare per Santo Iannazzo si è evidenziata l’assenza di ogni dichiarazione accusatoria nei suoi confronti da parte della parte offesa e la contraddittorietà delle dichiarazioni dei collaboratori.
Per Giovannino Iannazzo, invece, si è evidenziata una prova documentale già in atti dalla quale si sarebbe evinta l’estinzione di ogni suo debito verso la parte offesa che l’accusava. Atti d’indagine dei quali, però, il Giudice di primo grado non aveva tenuto conto nella sentenza di condanna. Per entrambi gli imputati, infine, è stata richiesta l’assoluzione. Si procederà con le altre discussioni difensive nell’udienza del 23 aprile.
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