
Catanzaro - Sono stati sentiti anche nell’ambito del processo di appello a carico dei presunti mandanti dell’omicidio dell’avvocato penalista Francesco Pagliuso, avvenuto a Lamezia nella notte tra il 9 e 10 agosto 2016, i coniugi Scalise. In particolare, Antonio Scalise si è avvalso della facoltà di non rispondere nei confronti del padre Pino Scalise e del fratello Luciano. Anche la moglie Mirella Raso si è avvalsa della facoltà di non rispondere in riferimento alle posizioni dei suoi prossimi congiunti. Mentre, in merito alle posizioni di Scalzo, Rotella e Domanico ha solo riferito di conoscerli di vista. L’esame, quindi, si è svolto rapidamente. La Corte di Assise d’Appello ha poi rinviato all’udienza del 27 aprile 2023 per la requisitoria del procuratore generale Marisa Manzini e per le prime discussioni degli avvocati a partire dalle parti civili che si sono costituite nel processo che dovrebbe concludersi a giugno.
L’audizione dei due coniugi è stata considerata di particolare rilevanza anche in questo procedimento. I due, infatti, hanno già reso dichiarazioni nell’ambito del dibattimento (giunto alle battute finali) del processo “Reventinum” che si sta celebrando con rito ordinario davanti al Tribunale collegiale di Lamezia Terme. Nell’udienza del 20 dicembre dello scorso anno, nell'aula Garofalo del tribunale lametino - si ricorda - i coniugi hanno ritrattato le dichiarazioni rese nell’estate dello scorso anno ai magistrati di Catanzaro. In questo procedimento di appello tale richiesta del Pg era già stata rigettata e, successivamente, invece, la Corte ha disposto l’audizione che si è svolta oggi.
Gli imputati in questo procedimento sono Pino Scalise, Luciano Scalise, Angelo Rotella, Andrea Scalzo e Vincenzo Mario Domanico. Nel collegio difensivo, tra gli altri, gli avvocati: Canzoniere, Chiodo, Vianello Accorretti, Larussa, Galati, Nimpo, Gigliotti, Mendicino, Penna. A rappresentare le parti civili gli avvocati Ferraro, Zofrea, Galeota, Staiano, Candido, Pietro Agapito, Gianfranco Agapito, Raimondi.
R. V.
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