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Catanzaro - Nuova udienza alla corte d'assise d'appello del processo di secondo grado a carico dei presunti mandanti dell’omicidio dell’avvocato penalista Francesco Pagliuso avvenuto a Lamezia nella notte tra il 9 e 10 agosto 2016. 

Nelle precedenti udienze, a prendere la parola il pg per la discussione finale e le richieste di pena, ora - invece - la parola è passata agli avvocati delle parti civili e ai difensori degli imputati. E' durata quasi quattro ore l'arringa dell'avvocato Piero Chiodo, difensore di Luciano Scalise e Pino Scalise, nel corso della quale il legale ha sostenuto l'estraneità dei suoi assistiti alle accuse sia per quanto riguarda l'associazione mafiosa sia alla contestazione di essere i mandanti dell'omicidio dell'avvocato Pagliuso. Secondo il legale Chiodo, infatti, non sarebbero utilizzabili le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia perché rese molti anni dopo l'inizio della loro collaborazione. Nel corso del suo intervento, l'avvocato degli Scalise ha insistito anche sull'assenza di un movente richiamando alcune dichiarazioni fatte dai collaboratori di studio di Pagliuso e dalla sorella che non sarebbero state prese in considerazione dagli investigatori.Il secondo grado di giudizio di questo procedimento dovrebbe, quindi, concludersi nel mese di giugno. Il processo si avvia alle battute finali.

Nel collegio difensivo, tra gli altri, gli avvocati: Canzoniere, Chiodo, Vianello Accorretti, Larussa, Galati, Nimpo, Gigliotti, Mendicino, Penna. A rappresentare le parti civili gli avvocati Ferraro, Zofrea, Galeota, Staiano, Candido, Pietro e Gianfranco Agapito, Raimondi.

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