
Catanzaro - E’ partito oggi il processo d’appello dell’Operazione Medusa, dopo la condanna in primo grado del 17 maggio dello scorso anno, inflitta dal Gup Giovanna Mastroianni ai 36 imputati che scelsero il rito abbreviato. Con quella sentenza, definita storica, il giudice accolse le richieste del Pm Romano, dichiarando tutti colpevoli e nessun assolto, infliggendo pene da 1 a piùdi 13 anni, imponendo poi multe e sequestro beni alla famiglia Notarianni. Agli imputati, tutti riconducibili alla cosca Giampà (decapitata dopo la retata del 28 giugno 2012) e accusati, a vario titolo, di estorsioni, usura, danneggiamento, detenzione illegale di armi e favoreggiamento, fu riconosciuto il 416 bis.
Nell’udienza di stamane, la prima del processo alla Corte d’Appello di Catanzaro, il Pm Curcio ha chiesto la “sospensione dei termini di custodia cautelare per gli imputati”, richiesta alla quale si sono opposti i difensori, e l’acquisizione agli atti di altra documentazione, per cui i legali hanno chiesta l’esaminazione e la valutazione. L’udienza èstata poi rinviata al 9 luglio prossimo.
C.S.
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