Lamezia Terme – Due medici, il primario del reparto di otorinolaringoiatria Raffaele Grasso e il medico del reparto Gianluca Bava, a processo per omicidio colposo di Sara Michienzi, la bambina di 9 anni deceduta, nel febbraio 2011, dopo essersi sottoposta ad un intervento di rimozione di adenoidi e tonsille all’ospedale di Lamezia Terme. Davanti al giudice Angelina Silvestri sono comparsi oggi i testimoni chiamati dal pubblico Ministero Marta Agostini: la zia della bambina, il medico anestesista che l’ha seguita durante l’intervento e l’infermiera strumentista che vi ha partecipato.
Sollecitata dal Pm la zia ha raccontato di quei giorni a partire dal ricovero, l’operazione e il post intervento che, come ha spiegato in aula fu per lei molto difficile. La bambina, infatti, presentava difficoltà a deglutire, soffriva molto e, soprattutto nei giorni successivi, lamentava un nodo, come se avesse “una palla in gola”. Secondo la zia, nonostante i ripetuti solleciti ai medici, le lamentele furono trattate con leggerezza e i sintomi considerati normali per il decorso post operatorio. Ma così non fu perché una settimana dopo l’intervento la bambina cominciò a tossire e a perdere sangue dalla bocca, che le fu fatale e la portò in poco tempo al decesso.
A seguire, dopo il controesame degli avvocati Canzoniere e Puteri per Grasso e Commodaro e Ganino per Bava, e quello dell’avvocato Lacaria per la madre di Sara, Isabella Notaro costituitasi parte civile insieme ai figli, si è passati all’interrogatorio dell’anestesista e della ferrista che hanno spiegato tecnicamente le modalità dell’intervento e del perché durò poco di più rispetto al solito: secondo l’anestesista, infatti, le tonsille della bambina erano più grandi e per tale motivo avevano avuto più difficoltà ad estrarle ma che comunque, secondo lui, “non c’era stata alcuna emorragia” che potesse compromettere l’intervento.
Il problema dell’emorragia che causò i grumi che provocarono la morte di Sara Michienzi era stato sollevato nella scorsa udienza dai periti nominati del Pubblico Ministero, che hanno parlato di morte per “asfissia meccanica”. A marzo la prossima udienza quando compariranno i consulenti di parte civile e a maggio, invece, i testi della difesa.
c.s.
© RIPRODUZIONE RISERVATA