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Catanzaro – E’ stato il collaboratore di giustizia Francesco Vasile l’unico teste oggi nel processo per l’omicidio di Francesco Torcasio che vede, in Corte d’Assise a Catanzaro, unico imputato Antonio Voci, reo di aver inviato un messaggio ai killer avvisandoli dell’arrivo della vittima il 7 luglio del 2011 in via Misiani.

Vasile, condannato per quest’omicidio il 14 luglio scorso dal Gip del Tribunale di Catanzaro Giuseppe Perri a 9 anni di carcere, oggi in aula ha confermato che a mandare il messaggio “107 blu” dalla scheda pirata, sarebbe stato proprio Antonio Voci e che a raccontargli i particolari fu proprio il boss Giuseppe Giampà. Nel racconto di Vasile, killer della cosca, lui, così come altri componenti del cosiddetto “gruppo di fuoco” avrebbero, infatti, partecipato alla riunione per organizzare l’omicidio e definire i ruoli proprio la sera prima del delitto. Vasile in udienza ha raccontato di come a Voci fosse stato consegnato il cellulare con l’sms preimpostato prima del delitto e che, quindi, non avrebbe partecipato alla riunione. Un racconto che in alcuni punti sembrerebbe essere discordante rispetto alle dichiarazioni rese in aula e nei verbali da alcuni dei collaboratori.

Nella prossima udienza sarà il primo della cosca ad essersi pentito, Angelo Torcasio, a deporre in aula.  Antonio Voci, difeso dagli avvocati Marchese e Viscomi, è unico imputato nel processo in Corte d’Assise perché è stato l’unico a scegliere il rito ordinario, mentre gli altri imputati per il delitto sono già stati condannati in primo grado nel luglio scorso. 

C.S.

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