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Catanzaro - Udienza rinviata al 16 maggio prossimo per il processo, che si sta celebrando nell’aula bunker del Tribunale di Catanzaro con il rito abbreviato, a carico di Roberto Piacente, 43 anni e Davide Orlando, 31 anni, arrestati nel maggio dello scorso anno nell’ambito dell’Operazione Piana, durante la quale sono finiti in manette altri due imprenditori lametini, Francesco Cianflone, 58 anni, e Antonio Gallo, 40 anni, perché ritenuti tutti collusi con la cosca Giampà. Oggi erano previste le arringhe dei due legali della difesa: l’avvocato Francesco Gambardella, che difende Piacente e l’avvocato Lucio Canzoniere che difende Orlando, dopo che nell’udienza del 24 marzo, il Pm Elio Romano, a conclusione della sua discussione, ha formulato le richieste di condanna per gli imputati. Dopo la requisitoria, la pubblica accusa ha poi chiesto 8 anni di reclusione per Davide Orlando e 4 anni e 8 mesi per Roberto Piacente. L’operazione ha avuto il via da uno stralcio della precedente “operazione Medusa” e, in particolare, furono le dichiarazioni dei diversi pentiti, coadiuvate dalle indagini e dalle verifiche del nucleo investigativo che, secondo la DDA, dimostravano la commistione tra la cosca locale dei Giampà e le imprese dei quattro arrestati. La tesi accusatoria, infatti, è proprio quella che gli imprenditori abbiano ottenuto molti dei loro lavori grazie alle pressioni esercitate dal clan, “ricevendo in cambio ingenti profitti e guadagni”. L’operazione Piana fu condotta dalla DIA perché, oltre agli arresti, furono sequestrati i beni dei quattro imprenditori.

C.S.

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