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Catanzaro - Si ritorna in aula, davanti la prima sezione della Corte di Assise di Appello di Catanzaro (Presidente Reillo, a latere Commodaro), nell’ambito del Processo Perseo dopo il rinvio dalla Corte di Cassazione per il troncone, che è stato deciso in abbreviato, nel quale la Cassazione lo scorso luglio aveva annullato tutte le condanne pronunciate in appello nei confronti di chi era stato assolto in primo grado, nonché la condanna nei confronti di Claudio Paola, difeso dall’avvocato Ferraro, per rideterminare la pena. Nell'udienza tenuta ieri, quindi, il Procuratore Generale Carlo Modestino ha chiesto la riapertura del dibattimento in appello per risentire tutti i collaboratori di giustizia. La decisione deriva dal presupposto che, anche se si tratta di un processo con rito abbreviato, la Corte di Cassazione è stata chiara nel dire che il ribaltamento di una assoluzione in una sentenza di condanna può avvenire solo attraverso un nuovo esame del soggetto che aveva reso dichiarazioni, e non anche dalla sola rivalutazione delle stesse dichiarazioni. A questa richiesta si è fermamente opposto l'intero collegio difensivo (composto, tra gli altri, dagli avvocati Francesco Gambardella, Aldo Ferraro, Pino Spinelli, Gianluca Careri, Antonio Larussa, Salvatore Staiano, Lucio Canzoniere), e la Corte, dopo circa due ore di camera di consiglio, ha deciso di risentire tutti i collaboratori di giustizia che hanno reso dichiarazioni sui fatti oggetto del procedimento penale, rinviando il processo al 29 ottobre per iniziare a sentire il collaboratore Rosario Cappello.

In particolare, la Cassazione aveva annullato con rinvio nei confronti di chi era stato assolto in primo grado e condannato in appello, ovvero per gli imputati Salvatore Ascone, Emiliano Fozza, Domenico Sirianni, Luigi Trovato, Luciano Trovato, Giuseppe Ammendola, Gino Strangis, Pino Strangis, Antonio Fragale, Carmine Vincenzo Notarianni, Alberto Giampà, Claudio Paola (rideterminare la pena), Antonio Muraca e Alessandro Villella.

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