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Lamezia Terme - "Chiunque abbia avuto modo di seguire una delle tante udienze dedicate agli interrogatori delle parti offese del procedimento Perseo ha avuto, come noi, netta la percezione che sul banco dei testimoni non fossero seduti uomini liberi. Secondo noi, comunque, non in tutti i casi si può parlare di condizionamenti o di pressioni, del resto ampiamente prevedibili ma, almeno davanti ad alcune “testimonianze”, è più forte il sospetto che si tratti di vecchi rapporti di “vicinanza”. Questo in una nota dell'associazione Antiracket Lamezia che  continua "E’ stucchevole, addirittura paradossale, continuare a giustificare questi comportamenti con il timore, la paura, la potenza delle cosche alla sbarra. O vogliamo far credere che quel che rimane delle cosche lametine può condizionare così tanto la nostra città, mentre nel regno di Bernardo Provenzano, a Bagheria, decine di imprenditori hanno compiuto una rivoluzione epocale, denunciando decine di mafiosi estorsori? Purtroppo bisogna constatare, anche alla luce di quanto emerge da tutte le ultime indagini e dai processi conseguenti, che è grande, molto, la percentuale di attività economiche i cui interessi si intrecciano con quelli delle cosche mafiose, traendone di conseguenza benefici di diverso genere.

E naturalmente sono gli imprenditori, i commercianti e i professionisti che a queste "regole" non vogliono sottomettersi, a pagarne economicamente gli effetti. Questa è la parte sana che deve segnare un cambio di rotta deciso dando prova realmente di voler cambiare registro. Finora solo pochi lo hanno dimostrato. Deve essere chiaro che lo smarcamento da queste logiche che fino ad ora hanno guidato e condizionato gli imprenditori lametini è una operazione che non può prescindere dalla loro volontà e convinzione. Non si può continuare a mantenere atteggiamenti ambigui e la presa di posizione deve essere chiara e decisa. Le storie di chi lo ha fatto sono oramai patrimonio di tutti e dimostrano come siano solo patetiche scuse quelle di chi continua invece a subire. Per tutto questo plaudiamo alle frasi pronunciate dal dott. Romano nel corso delle tante udienze “Perseo” e siamo certi che il Tribunale, nell'applicazione della legge utilizzerà, come ha già fatto, tutti gli strumenti processuali per accertare la verità. Crediamo che questa sia la strada giusta da percorrere in questi casi e a ciò uniamo i nostri ringraziamenti per l'immane sforzo col quale stanno conducendo questo processo".

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