
Catanzaro - E’ stata pronunciata la sentenza d’appello del processo Perseo per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato. 34 condanne, una all’ergastolo, e 13 assoluzioni. Si è concluso così il secondo grado di giudizio del processo Perseo che è stato celebrato alla Corte d’Appello di Catanzaro. Un anno dopo la sentenza nel processo con rito abbreviato la Corte, presieduta dal presidente Marco Petrini, il consigliere Vincenzo Galati e i sei giudici popolari, Carmela Ieraci, Caterina Majolo, Angelo Mariano, Fioravante Caroleo, Annamaria Ammirati, Antonio Riccio, dopo diverse ore di Camera di Consiglio, ha pronunciato la sentenza.
Confermate molte condanne, alcune riformulate come nel caso di Aldo Notarianni che da un ergastolo in primo grado è passato ad una condanna a 30 anni, e per Pasquale Giampà, di recente diventato collaboratore di giustizia, che è stato condannato a 14 anni e 9 mesi.
In generale, comunque, le condanne, rispetto alla sentenza di primo grado, sono aumentate. Dalle 25 assoluzioni nel processo abbreviato, infatti, si è passati a 13. Dodici in più le persone condannate, quindi, e tra questi c’è anche Giuseppe Ammendola, ora condannato a 20 anni, ed Emiliano Fozza, da più collaboratori indicato come il “tuttofare” di Giuseppe Giampà, il boss della cosca, che nel primo grado fu assolto. Ora, invece, la Corte ha ribaltato l’assoluzione e ha deciso di condannarlo a 6 anni a fronte della richiesta del Procuratore Carlo Modestino che aveva chiesto 13 anni e 4 mesi. Per quanto riguarda i cosiddetti “colletti bianchi”, gli avvocati Tiziana D’Agosto e Giuseppe Lucchino, arriva anche nel secondo grado di giudizio la sentenza di assoluzione. Assoluzione confermata, inoltre, per la guardia penitenziaria Giovanni Cosentino.
Complessivamente sono quasi 300 gli anni di carcere inflitti in secondo grado, per un processo che aspetta solo la decisione dei giudici ermellini della Cassazione.
L’operazione Perseo, seconda dopo “Medusa” che aveva decapitato una parte della cosca Giampà, fu portata a termine dalla squadra mobile di Catanzaro, dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza, coordinate dalla DDA di Catanzaro, il 26 luglio di tre anni fa. Quasi settanta arresti a Lamezia Terme, che si svegliò all’alba di quella mattina di luglio con gli elicotteri sopra la testa. Questo processo riguarda una parte degli imputati, quelli che hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato, mentre per gli altri, 21, che hanno scelto il rito ordinario, la sentenza è stata emessa nel dicembre scorso dal collegio di giudici del Tribunale lametino, Carlo Fontanazza, Francesco Aragona e Francesco Tallarico. In quel caso tutti gli imputati furono condannati.
Le condanne
- Aldo Notarianni, (il procuratore aveva chiesto l’ergastolo) 30 anni
- Vincenzo Bonaddio, (il procuratore aveva chiesto l’ergastolo) ergastolo
- Pasquale Giampà, (collaboratore), (il procuratore aveva chiesto 10 anni, in primo grado condannato all'ergastolo) 14 anni e 9 mesi
- Domenico Giampà, (il procuratore aveva chiesto 20 anni) 8 anni, 8 mesi, 20 giorni
- Giuseppe Catroppa, (collaboratore), (il procuratore aveva chiesto 9 anni e 4 mesi) 9 anni e 4 mesi
- Antonio Ventura, (il procuratore aveva chiesto 7 anni) 7 anni
- Pasquale Bentornato, (il procuratore aveva chiesto 7 anni) 7 anni
- Francesco Renda, (il procuratore aveva chiesto 5 anni) 5 anni
- Giorgio Galiano, (il procuratore aveva chiesto 6 anni) 6 anni
- Pasquale Catroppa, (collaboratore), (il procuratore aveva chiesto 3 anni e 4 mesi) 3 anni, 1 mese e 20 giorni, 2mila euro di multa
- Antonio Muraca, (il procuratore aveva chiesto 7 anni e 2 mesi) 8 anni, interdizione pubblici uffici
- Maurizio Molinaro, (il procuratore aveva chiesto 20 anni) 20 anni
- Alessandro Torcasio, (il procuratore aveva chiesto 20 anni) 20 anni
- Claudio Paola, (il procuratore aveva chiesto 3 anni) 3 anni
- Vincenzo Ventura, (collaboratore) (il procuratore aveva chiesto 9 anni) 9 anni
- Vincenzo Torcasio, classe '62, (il procuratore aveva chiesto 6 anni e 4 mesi) 6 anni e 4 mesi
- Luciano Arzente, (collaboratore), (il procuratore aveva chiesto 2 anni e 4 mesi) 2 anni e 4 mesi
- Alessandro Villella, (il procuratore aveva chiesto 3 anni) 3 anni
- Gianluca Giovanni Notarianni, (il procuratore aveva chiesto 4 anni) 4 anni
- Antonio Giampà, (il procuratore aveva chiesto 4 anni) 4 anni
- Emiliano Fozza, (il procuratore aveva chiesto 13 anni e 4 mesi) 6 anni
- Domenico Sirianni, (il procuratore aveva chiesto 7 anni e 4 mesi) 6 anni
- Nino Cerra, classe '91, (il procuratore aveva chiesto 14 anni) 2 anni, 10 mesi e 400 euro di multa
- Luigi Trovato, (il procuratore aveva chiesto 6 anni) 4 anni, interdizione pubblici uffici
- Luciano Trovato, (il procuratore aveva chiesto 6 anni) 4 anni, interdetto dai pubblici uffici
- Giuseppe Ammendola, (il procuratore aveva chiesto 30 anni) 20 anni, interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e legalmente interdetto per la durata della pena
- Gino Strangis, (il procuratore aveva chiesto 8 anni) 6 anni
- Pino Strangis, (il procuratore aveva chiesto 8 anni) 6 anni
- Antonio Fragale, (il procuratore aveva chiesto 8 anni e 8 mesi) 6 anni e 8 mesi
- Carmine Vincenzo Notarianni, (il procuratore aveva chiesto 12 anni) 6 anni
- Alberto Giampà, (il procuratore aveva chiesto 10 anni e 10 mesi) 4 anni, 5 mesi e 10 giorni, 600 euro di multa
- Luigi Mancuso, (il procuratore aveva chiesto 10 anni e 8 mesi) 4 anni, 5 mesi e 10 giorni, 600 euro di multa
- Salvatore Ascone, 5 anni e 4 mesi, 24mila euro multa
- Carmine Vincenzo Notarianni, 6 anni
Le assoluzioni
- Tiziana D'Agosto
- Vincenzo Torcasio, classe '78
- Antonio Paradiso
- Michael Mercuri
- Angelo Francesco Paradiso
- Giuseppe Lucchino
- Francesco Costantino Mascaro
- Giovanni Cosentino
- Saverio Torcasio
- Saverio Giampà
- Renato Rotundo
- Pasquale Gigliotti
- Davide Orlando
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