
Lamezia Terme - A rispondere alle domande del Pm Elio Romano nell’aula Garofalo del tribunale lametino nell’udienza presieduta da Carlo Fontanazza, altri quattro testimoni nominati dalla pubblica accusa in merito alla posizione di Antonio ed Eric Voci. In aula con la testimonianza di Valleriani, del nipote e di Parrilla si è cercato di far luce sulla questione dei biglietti delle giostre dati in “omaggio” a molti degli imputati in questo procedimento. Valleriani ed il nipote gestiscono una giostra itinerante ed è capitato che per diversi anni hanno svolto la loro attività anche a Lamezia in occasione delle Feste di Sant’Antonio e San Pietro.
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La giostra, inserita all’interno di un Luna Park, era posizionata nel terreno privato di Vincenzo Parrilla e solo l’ultimo anno che i due giostrai sono stati a Lamezia in un luogo messo a disposizione del Comune in via Cristoforo Colombo. Dati gli impegni dei giostrai in giro per la Calabria appena approdavano a Lamezia, come in altre città, il terreno doveva già essere pronto per poter montare la giostra, di questo, e anche della pratiche amministrative, si occupava Antonio Voci che conoscevano da diverso tempo. Nessuna pressione, quindi, per avere biglietti gratis, “non ho avuto mai richieste di numero di biglietti, sono io che decidevo quanti e a chi darli”, “i biglietti omaggio li davamo alle forze dell’ordine, al comune e ad altri come forma di ringraziamento per l’ospitalità” ribadiscono i due rispondendo alle domande del Pm Romano. Tra le persone che usufruivano dei biglietti omaggio, anche i figli di Giuseppe Giampà, alla domanda del Pm se conosce la famiglia Giampà come una famiglia cha ha avuto problemi con la giustizia risponde: “si, ma non sta a me giudicare…” risponde Valleriani. Biglietti gratis anche per Franco e Luciano Trovato, “loro i biglietti li hanno sempre pagati ma quando io non ero in cassa, perché quando me ne accorgevo glieli davo gratis, dal momento che quando andavo a farmi aggiustare la macchina lui non mi faceva pagare”.
Corigliano, il nipote del giostraio parla di Antonio Voci come “un appoggio visto che il comune non dava aree disponibili per le giostre. Gli corrispondevano il denaro per le spese che si affrontavano: Voci faceva pulire il terreno per poter montare le giostre. Le spese variavano da anno in anno”. Corigliano distingue i biglietti dati in omaggio, per riconoscenza e amicizia, dai biglietti a titolo pubblicitario. Conosceva la famiglia dei Giampà ma solo dopo gli arresti e le notizie su i giornali ha capito che questo cognome era legato anche ad una cosca. Parla di Giuseppe Giampà come un “personaggio”… “un personaggio che faceva parte di un’associazione…”, “associazione… mafiosa” conclude, con fatica, Corigliano. Ultimo testimone in aula Vincenzo Parrilla, proprietario di un terreno di 26mila metri dove durante le feste montavano le giostre. Parrilla non si interfacciava direttamente con i proprietari delle giostre ma con altre persone, un certo Gagliardi e poi Antonio Voci. Il terreno, dichiara, lo concedeva a titolo gratuito “a me interessava e conveniva perché ripulivano l’area”.
In aula anche Pasquale Cantafio, titolare di un negozio di ottica in città, afferma di non aver mai subito estorsioni direttamente ma solo tramite telefonate. Racconta che qualche anno fa è andato nel suo negozio un ragazzo, Eric Voci, per chiedere uno sponsor di 50 euro per una manifestazione sportiva in occasione della festa di Sant’Antonio, somma che non gli fu data. Tramite le domande del legale di Eric Voci, Francesco Pagliuso, emerge come ad identificare quel ragazzo in Eric Voci non fu il signor Cantafio ma un suo dipendente. Cantafio parla anche di Pasquale Bentornato conosciuto come “tifoso della Vigor”, è capitato, racconta, che Bentornato prendeva degli occhiali senza pagare arrivando ad accumulare un debito tra le 700 e 900 euro, questione affrontata poi con l’intervento del suo legale.
Dichiarazione spontanea di Vincenzo Perri
L'udienza odierna si conclude con una dichiarazione spontanea di Vincenzo Perri, da due anni e mezzo detenuto, prima a Vibo ed ora agli arresti domiciliari, detenzione che Perri, cognato di Angelo Torcasio, dice di non concepire, da qui il suo intervento in aula.
Nella prossima udienza, il 23 settembre, Rosanna Notarianni ed Angela Cosentino moglie di Angelo Torcasio.
R.V.
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