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Lamezia Terme - E’ l’avvocato Zofrea ad aprire l’udienza odierna del processo Perseo nell’aula Garolafo del tribunale lametino. Si conclude così l’ultima fase del processo, quella dedicata alla discussione degli avvocati per passare alle eventuali repliche e, infine, all’emissione, da parte del Collegio giudicante, della sentenza di primo grado per i 21 imputati giudicati con il rito ordinario che arriva sei mesi dopo quella emessa dal gup Perri a Catanzaro per i 47 imputati e giudicati nel rito abbreviato.

La discussione dell’avvocato Zofrea: “Mancano prove concrete su De Vito e Gullo”

“Non condivido l’eccessivo timore di criticare i collaboratori ma non posso non ricordare lungo la mia carriera che si può prendere in considerazione le loro dichiarazioni solo se c’è la certezza nelle parole dette con prove concrete”. Inizia così l’avvocato Zofrea che oggi discute sulla posizione di Fausto Gullo, la persona che, secondo l’accusa e sulla base delle dichiarazioni di alcuni testimoni di giustizia, forniva le bombe alla cosca Giampà che poi utilizzava per compiere atti intimidatori. Secondo la difesa, Gullo fabbricava solo fuochi d’artificio e non bombe capaci di distruggere. Il ragazzo ha infatti una fabbrica di fuochi d’artificio a San Pietro a Maida che gestisce insieme alla sua famiglia. E su Antonio De Vito - che secondo l’accusa era “funzionario di gestioni di imprese a lui riconducibili e messo a disposizione della cosca Giampà e soprattutto di Pasquale Giampà per l’aggiudicazioni di appalti” - l’avvocato si sofferma sul fatto che il suo assistito è un lavoratore: “Lo posso dire e dimostrare che ha sempre lavorato e lo faceva in qualsiasi giorno della settimana e che lui lavorasse per mettere a disposizioni le sue ditte alla cosca Giampà non ci sono prove. Qualcuno ci spieghi dove sono questi soldi che inseriti nella famosa “bacinella”, perchè destinati alle famiglie dei detenuti, fossero poi reinvestiti in appalti. Di questo non c’è nessuna prova”. L’avvocato Zofrea rimarca l’assoluta mancanza di prove concrete nei confronti di De Vito. 

Poi successivamente il legale passa alla posizione di Fausto Gullo. “Sono due anni e mezzo che Fausto Gullo vive lontano dalla famiglia, e anche in questo caso, non ci sono prove dell’accusa su lui”. L’avvocato spiega: “Vendeva fuochi d’artificio in una fabbrica a San Pietro a Maida e accusarlo di fabbricare bombe è eccessivo”. “Fausto Gullo inoltre dichiara solo di conoscere Franco Trovato, quindi dell’intera cosca non ne conosce l’esistenza”. L’avvocato ricorda a favore del suo assistito la dichiarazione dello stesso Giuseppe Giampà, in cui Giampà dice che “le bombe venivano fabbricate da noi stessi”. E quindi questo fa decadere completamente l’accusa su Fausto Gullo”. Infine l’avvocato Zofrea chiede al tribunale una sentenza di giustizia per i suoi assistiti, una sentenza di assoluzione.

 

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