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Lamezia Terme – Aggravata la misura cautelare per Michele Muraca e Antonio Donato, imputati nel Processo Perseo, che ritornano in carcere. Nell’udienza odierna nel tribunale lametino davanti al Presidente Fontanazza, Michele Muraca, il suo legale Giuseppe Spinelli e il legale di Antonio Donato, Antonio Lomonaco chiedono al tribunale di rivalutare l’aggravamento della misura e di ripristinare quindi gli arresti domiciliari ai due imputati. In una dichiarazione spontanea Michele Muraca spiega le ragioni che l’hanno portato ad “evadere” dagli arresti domiciliari: “Ho tradito la vostra fiducia, dopo che ho ottenuto gli arresti domiciliari, per aiutare mio figlio. Lo ammetto. Ma sapevo che era in difficoltà con un lavoro all’officina, bisognava equilibrare un motore per poterlo montare e, dato che il capannone dell’officina è comunicante con la mia abitazione, sono sceso per aiutarlo ma senza uscire fuori. Poi è arrivato un brigadiere chiamandomi ‘mastro Michele’ gli ho spiegato la situazione, e lui mi ha detto che lì non potevo stare, ‘andatevene sopra non è successo niente’ mi disse. Muraca, in breve, spiega di essere sceso un attimo per aiutare il figlio in un lavoro urgente all’officina che si trova proprio sotto l’abitazione dove lui vive, agli arresti domiciliari.

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“Io sono in difficoltà dopo che Domenico Giampà è entrato nella mia casa, ha rovinato la mia esistenza e mi ha tolto il sorriso, mia figlia è l’ex moglie di Domenico Giampà” dichiara al tribunale Muraca. Sulla questione interviene anche l’avvocato Spinelli, in difesa del suo assistito, che chiede al Tribunale di tenere in considerazione le scuse ed il “buon” comportamento tenuto in questi anni da Michele Muraca, nel rivalutare l’aggravamento della misura. Anche il legale di Donato, Antonio Lomonaco, chiede al Tribunale di rivalutare la misura reputandola eccessiva. Lomonaco spiega punto per punto i motivi che avrebbero spinto il tribunale ad aggravare la misura per il suo assistito. Lomonaco ribadisce che il tribunale aveva già autorizzato Marcella Bevilacqua, compagna di Donato, a fargli visita e “anche se non c’è un contratto matrimoniale tra i due è evidente che stanno insieme e capita che talvolta si ferma a dormire da Donato” spiega l’avvocato. Stessa cosa per quanto riguarda il fratello di Antonio Donato.

Si tratta di dinamiche familiari che l’avvocato chiede al tribunale di comprendere. Il legale parla anche di un altro fattore che avrebbero portato all’aggravamento della misura per il suo assistito: “Donato sarebbe stato visto che confabulava con Eric Voci vicino al metal detector all’entrata del tribunale con un terzo soggetto. Mi pare che non ci sia un divieto di colloqui tra i detenuti nelle gabbie e i soggetti ai domiciliari che si recano in udienza al tribunale” spiega Lomonaco. Il presidente Fontanazza per la decisione rinvia l’udienza a venerdì 13 novembre.

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