
Lamezia Terme - Pene pesanti sono state chieste dal Pm Elio Romano nell'aula Garofalo del tribunale lametino nell'udienza del Processo Perseo, con richieste di condanna per i 21 imputati in questo procedimento. Richieste precedute da una breve "riflessione" nella quale il Pm Elio Romano ha messo in luce "l'assoggettamento" dimostrato da molti testimoni in aula nel corso delle scorse udienze. E, in sintesi, di “assoggettamento della città di Lamezia Terme”, nonostante gli arresti avvenuti negli ultimi anni e che hanno colpito le cosche lametine.
Le condanne richieste dal Pm
- Curcio Antonio 21 anni
- De Vito Antonio 18 anni e 6 mesi, 16 mila euro di multa
- Arcieri Vincenzo 16 anni e 16 mila euro di multa
- Trovato Franco 15 anni
- Donato Antonio 14 anni
- Gullo Fausto 14 anni
- Grutteria Giuseppe 13 anni
- Scaramuzzino Giovanni 12 anni
- Giuseppe Notarianni 11 anni e 9 mesi
- Voci Antonio 11 anni
- Scalise Pino 10 anni e 8 mesi
- Notarianni Antonio 9 anni e 6 mesi
- Davide Giampà 9 anni e 6 mesi
- Crapella Andrea 8 anni e 8 mesi
- Chirumbolo Giancarlo 8 anni
- Curcio Domenico 7 anni e 9 mesi
- Voci Eric 7 anni e 7 mila euro di multa
- Bonafè Carmen 6 anni
- Muraca Michele 6 anni e 8 mesi
- Perri Vincenzo 6 anni e 8 mesi
- Curcio Petronio Carlo 6 anni
L'udienza è stata aperta da Antonio Voci che, nell’ennesima dichiarazione spontanea, manifesta nuovamente il suo stato di salute e le sue difficoltà ad assistere per ore al processo. Deposita nelle mani del Presidente Fontanazza un memoriale in cui indica il suo attuale stato di salute ribadendo di “non essere più in grado di autogestirmi”. Documento che Voci riferisce di aver consegnato a diversi organi giudiziari, dal tribunale, alla Cassazione alla Corte di Strasburgo. “Chiedo oggi una risposta sul mio stato di salute e chiedo la revoca della misura cautelare in carcere” domanda Voci al tribunale. Il Tribunale sollecita quindi le dovute perizie mediche. Il Pm Elio Romano intende fare una modifica di un capo d’imputazione in merito alla posizione di Antonio ed Eric Voci. Modifica, quindi, all’imputazione del capo “da reato consumato a reato tentato”. Secondo i legali degli imputati, l’avvocato Pagliuso che difende Eric Voci e l’avvocato Marchese che difende Antonio Voci, l’estorsione non si sarebbe proprio consumata. Il legale Francesco Pagliuso, evidenzia come il Pm ha proceduto ad una “nuova contestazione” e dunque i fatti nuovi ed ulteriori rendono inammissibile la richiesta. In ragione di ciò la difesa non ritiene di poter esercitare le richieste difensive chieste dal Tribunale rispetto alle nuove condotte di reato. In particolare l’avvocato Marchese manifesta come a questo punto del Processo non sia possibile discutere su una nuova contestazione ed aprire un nuovo dibattimento.
R.V.

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