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Catanzaro - Da quando è passato dall’altra parte, è la prima volta che Pasquale Giampà, parla in un’aula di Tribunale. E’ successo oggi, nel corso dell’udienza del processo d’appello dell’abbreviato di Perseo. Pasquale Giampà è l’ultimo affiliato della cosca omonima a decidere di collaborare con la giustizia. Componente della Commissione, con alle spalle anni nella cosca in qualità di reggente, Pasquale Giampà è stato soggetto all’esame e al contro esame del procuratore Generale e degli avvocati difensori. 

Rispondendo alle domande del giudice consigliere Galati, ha parlato del suo excursus criminale, del suo periodo detentivo, del suo ruolo all’interno della cosca. Ha riferito che erano lui, insieme a Vincenzo Bonaddio e Aldo Notarianni, a dettare le regole della cosca, e ha risposto alle domande del giudice relatore sulle singole posizioni. L’esame non è stato fatto su ogni imputato, come già successo nella scorsa udienza, ma solo su alcuni, tra cui anche l’avvocato Tiziana D’Agosto su cui ha specificato che avevano intrattenuto solo rapporti professionali. 

In qualità di componente della Commissione decideva e organizzava gli omicidi, e si occupava principalmente delle estorsioni. In generale, comunque, aveva un ruolo di primo piano all’interno dell’organizzazione e, al pari di altri pentimenti importanti all’interno della cosca Giampà, quello di Pasquale Giampà Millelire, potrebbe dare nuovi spunti su alcuni delitti. 

Non si è presentato, invece l’altro collaboratore di giustizia, Luciano Arzente. E’ stato presentato, infatti, un altro certificato medico per giustificare l’assenza nella deposizione, e il procuratore ha chiesto che venissero acquisiti i verbali. Una richiesta alla quale si sono opposti i difensori ma sarà la Corte a pronunciarsi in merito il 29 giugno, data della prossima udienza. Prevista, inoltre, l’eventuale requisitoria del Procuratore e la discussione della parte civile e dei difensori. 

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