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Catanzaro – Sono stati i fratelli Pasquale e Giuseppe Catroppa, collaboratori di giustizia, i protagonisti dell’udienza del processo dell’abbreviato di Perseo d’Appello, che si è tenuta stamane a Catanzaro. I due fratelli, in qualità di collaboratori di giustizia, hanno risposto alle domande del giudice consigliere della Corte, Galati. Un esame richiesto dalla Corte che si è concentrato solo su alcune posizioni e non su tutti gli imputati chiamati a giudizio. Allo stesso modo, il controesame, sia del procuratore Generale che dei difensori, è stato consentito solo sui temi e gli argomenti trattati dal giudice consigliere nel corso del suo esame, quindi non si è potuto allargare ad altri imputati ma le domande sono state concentrate solo su determinate posizioni. Tra queste, quelle dei fratelli Luigi e Luciano Trovato, Giuseppe Ammendola, Domenico Sirianni, Antonio Giampà, Emiliano Fozza, Antonio Muraca, Pino e Gino Strangis. Molti, quindi, degli imputati che sono stati assolti in primo grado, nel processo che si è celebrato con rito abbreviato a Catanzaro, ma non tutti. 

L’udienza è stata poi rinviata al 17 giugno, quando saranno ascoltati i collaboratori di giustizia Luciano Arzente e Pasquale Giampà.  Anche per loro il percorso di collaborazione era cominciato mentre il processo “Perseo” in abbreviato si stava già celebrando al Tribunale di Catanzaro e le loro dichiarazioni non erano finite negli atti del procedimento. Per quanto riguarda Pasquale Giampà, la sua è la collaborazione più recente e quella, forse, più attesa in aula, anche perché le sue dichiarazioni, in qualità di componente della Commissione della cosca Giampà per molti anni, potrebbero cambiare alcuni degli scenari profilati in primo grado.

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