
Lamezia Terme – Stralcio del processo Perseo contro la cosca Giampà e che vede sul banco degli imputati Pasquale Notarianni per l’estorsione al negozio Cortese Davanti al presidente Carè l’avvocato Marchese ha deciso di non opporsi ai verbali delle dichiarazioni rese da Giuseppe e Pasquale Catroppa ma ha chiesto, come prova contraria, di ascoltare Cortese oltre l’acquisizione in forma integrale delle dichiarazioni di tutti i collaboratori ad eccezione dell’interrogatorio di Saverio Cappello reso in data 27 gennaio 2012.
Il pubblico ministero Elio Romano ha spiegato di non avere “difficoltà a segnalare di non tenere conto della dichiarazione di Catroppa” ed inoltre che le dichiarazioni di Cortese richieste dalla difesa dell’imputato appaiono “del tutto ininfluenti nel caso in esame in quanto detto teste ha ritrattato ogni sua dichiarazione sporgendo anche denuncia nei confronti degli organi di polizia che hanno redatto il relativo verbale”. Esiste quindi una nuova posizione processuale di Cortese. La Carè successivamente dispone l’acquisizione del verbale dei collaboratori Catroppa Giuseppe e P e il verbale in forma integrale dei collaboratori. Decide inoltre di rigettare la richiesta di sentire Cortese in quanto avrebbe ritrattato. Dal canto suo, nella successiva requisitoria il pm Romano ha chiesto, considerato che “Notarianni Pasquale fa parte della ‘ndrina dei Notarianni, il giudizio di condanna con pena finale a dodici anni di reclusione e al pagamento di 120.000 euro di multa” mentre l’avvocato Marchese, dal canto suo, ha tra l’altro fatto presente che “bisogna valutare la credibilità soggettiva ed oggettiva di ogni singolo collaboratore e tutto valutato in termini associativi”. L’udienza, dopo le due requisitorie, è stata aggiornata al prossimo 7 luglio per le discussioni finali e la sentenza.
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