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Lamezia Terme – Nuova udienza per il processo che si sta celebrando davanti alla Corte d’Assise di Catanzaro a carico di Vincenzo Arcieri, Antonio Voci, Giancarlo Chirumbolo e Franco Trovato, accusati di aver partecipato, a vario titolo, a sette omicidi compiuti a Lamezia tra il 2005 e il 2010.  Oggi era la volta della deposizione di L.P., ex killer della cosca Giampà, ora collaboratore di giustizia, che però, per problemi di salute, non ha potuto collegarsi in videoconferenza e deporre in aula. P. era stato chiamato per deporre sulla posizione di Antonio Voci, accusato di aver partecipato all’omicidio di Nicola Gualtieri. Il legale di Voci, l’avvocato Leopoldo Marchese, ha acconsentito all’acquisizione dei due interrogatori durante i quali P. ha reso dichiarazioni sul delitto, quindi il pubblico ministero Elio Romano ha rinunciato all’esame del collaboratore. Inoltre il pubblico ministero aveva chiesto alla Corte, con approvazione anche della difesa, l’acquisizione dei verbali di dichiarazioni di due nuovi collaboratori, i fratelli Pasquale e Giuseppe Catroppa. L’avvocato Marchese ha acconsentito alla richiesta del Pm e, quindi non verranno ascoltati.

Nell’udienza di oggi, oltre a P., avrebbero dovuto deporre anche Maurizio Molinaro e Alessandro Torcasio, imputati in un altro procedimento e già condannati per aver partecipato agli omicidi. Molinaro si è avvalso della facoltà di non rispondere, così il pubblico ministero ha messo agli atti  un suo precedente interrogatorio in cui ribadisce le sue responsabilità solo nell’aver recuperato i killer e non nell’aver partecipato materialmente agli omicidi. Alessandro Torcasio, invece, ha deciso di rispondere alle domande della pubblica accusa, riferendo in particolare, altri dettagli sull’omicidio di Giuseppe Chirumbolo.

Torcasio ha ammesso che ad avere dato, a lui e a Francesco Vasile, il mandato di uccidere Chirumbolo era stato Giuseppe Giampà, ma che la sua “funzione” è stata solo quella di guardare la spalle a Vasile mentre sparava e uccideva Chirumbolo. Il “cavallo”, questo il soprannome di Torcasio, è stato già condannato in un altro processo per questi omicidi e proprio in virtù di questo ha ribadito oggi in aula che non avrebbe motivo di mentire. La dichiarazione di Torcasio discorda con quanto dichiarato nella scorsa udienza dal mandante Giuseppe Giampà che nell’ottobre del 2014, convocato in Procura, ha visionato il video dell’omicidio e dalle sagome ha riconosciuto colui che ha sparato in Alessandro Torcasio e non in Vasile come aveva fatto in precedenza. Oggi il Pm Romano ha depositato proprio gli interrogatori di Giuseppe Giampà e Alessandro Torcasio che hanno visto il video nel 2014. Il processo è stato rinviato al 10 maggio per l’esame di Giancarlo Chirumbolo e per cominciare con i testi della difesa.

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