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Catanzaro - Nell’udienza tenutasi a Catanzaro, davanti alla Corte d’Assise, per quanto riguarda il filone sugli omicidi scaturito dall’operazione Perseo, è salito sul banco dei testimoni uno degli imputati in questo procedimento. Si tratta di Giancarlo Chirumbolo, alla sbarra insieme a Vincenzo Arcieri, Franco Trovato e Antonio Voci, accusati di aver partecipato a sette omicidi compiuti a Lamezia tra il 2005 e il 2010.Chirumbolo ha riferito alla Corte dello stile di vita del fratello, non condiviso dalla famiglia, e ha ribadito la sua lontananza dalle abitudini e soprattutto dalle frequentazioni del fratello Giuseppe, ucciso in via Salvatore Miceli mentre stava rientrando a casa.

Dopo Giancarlo Chirumbolo è stata la volta dei testimoni della difesa, sia di Chirumbolo che di Antonio Voci. Successivamente è stato il pubblico ministero Elio Romano a chiedere che fosse inserito nella lista dei testi d’ascoltare, il collaboratore di giustizia Vincenzo Ventura, sulla posizione di Vincenzo Arcieri per quanto riguarda l’omicidio di Pietro Pulice. Una richiesta alla quale si è opposto l’avvocato Aldo Ferraro, difensore di Arcieri, dichiarandola “inammissibile”, ma la Corte ha disposto comunque d’ufficio l‘audizione del collaboratore. Ventura è collaboratore di giustizia dal luglio 2013, ed è l’esecutore materiale, insieme a Saverio Cappello, dell’omicidio di Pulice. Ventura, che aveva accompagnato Saverio Cappello in tutte le fasi dell’omicidio, anche nell’occultamento del cadavere, ha confermato in sostanza tutto il quadro accusatorio nei confronti di Vincenzo Arcieri. Concluso l’esame, il processo è stato rinviato al 12 luglio prossimo, quando si terrà il controesame del collaboratore. Il pubblico ministero ha anticipato, inoltre, che richiederà l’audizione del nuovo collaboratore di giustizia, Pasquale Giampà “millelire”, una decisione sulla quale dovrà decidere la Corte.

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