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Lamezia Terme – Prosegue il processo Perseo in abbreviato a Catanzaro in corte d’Assise. Davanti al presidente Giuseppe Neri e, a latere Tiziana Macrì e alla giuria popolare, si sono avvicendati, nella difesa dei loro assistiti, gli avvocati Antonio Larussa, che difende Angelo Francesco Paradiso, Vincenzo Torcasio  “u niguru” e Maicol Mercuri, e l’avvocato Naccarato che difende Pasquale Bentornato. A parlare per i loro assistiti anche gli avvocati di alcuni collaboratori, ovvero i legali che difendono i fratelli Catroppa e Luciano Arzente. L’avvocato Francesco Pagliuso, invece, ha deposto un verbale dell’udienza dello scorso 6 febbraio a Lamezia allorquando il collaboratore Giuseppe Giampà avrebbe sostenuto che Vincenzo Giampà, nell’ambito dello spaccio di sostanze stupefacenti, “faceva da sé”. L’avvocato ha quindi chiesto che tale verbale fosse messo agli atti sostenendo che in questo modo decadrebbe, per il suo assistito, l’aggravante dell’articolo 7, ovvero del metodo mafioso. Il processo riprenderà il prossimo 23 marzo con altri avvocati che parleranno a difesa delle posizioni contestate ai loro assistiti mentre la sentenza dovrebbe arrivare il prossimo 27 aprile.

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