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Catanzaro – Si è concentrato principalmente sulla ricostruzione dell’omicidio di Giuseppe Chirumbolo, l’esame dei teste nell’udienza che si è tenuta stamane in Corte d’Assise a Catanzaro, per un filone del processo scaturito dall’Operazione Perseo che vede imputati Vincenzo Arcieri, Giancarlo Chirumbolo, Franco Trovato e Antonio Voci, per sette omicidi compiuti a Lamezia tra il 2005 e il 2010.

A riferire sull’omicidio di Giuseppe Chirumbolo, freddato il 31 marzo del 2010 in via Salvatore Miceli, sono stati gli agenti dei Carabinieri che hanno compiuto i rilievi sul luogo del delitto. Gli ufficiali hanno avuto modo poi di riferire anche dei rilievi compiuti in via Duca d’Aosta per un altro omicidio avvenuto a Lamezia il 30 luglio del 2008, quello di Bruno Cittadino.

Nel corso dell’udienza è stato ascoltato anche il medico legale che eseguì l’autopsia sul corpo di Chirumbolo, che ha fornito i “dettagli tecnici” sulle modalità dell’omicidio. Il medico legale ha risposto anche sull’autopsia da lui eseguita per un altro delitto sotto processo in questo filone, quello di Pietro Pulice, trovato carbonizzato nella sua auto nel 2005. Nella prossima udienza, fissata al 1 ottobre, saranno ascoltati gli altri ufficiali di Polizia giudiziaria. Gli avvocati che difendono i quattro imputati sono: Leopoldo Marchese per Antonio Voci, Giuseppe Di Renzo e Salvatore Staiano per Franco Trovato, Francesco Pagliuso per Giancarlo Chirumbolo, Aldo Ferraro e Vincenzo Galeota per Vincenzo Arcieri.

C.S.

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