
Catanzaro – E’ tornato a parlare in Corte D’Assise a Catanzaro, Angelo Torcasio, testimone della pubblica accusa nel filone del processo Perseo che riguarda la parte relativa agli omicidi e che vede quattro imputati: Vincenzo Arcieri, Giancarlo Chirumbolo, Franco Trovato e Antonio Voci.
Più volte già sentito in diversi processi a carico di esponenti della cosca Giampà, Angelo Torcasio oggi ha risposto alle domande del pubblico ministero Elio Romano che lo ha interrogato su mandanti, organizzatori ed esecutori materiali di quattro delitti commessi tra il 2005 e il 2010 a Lamezia.
Torcasio ha ricostruito in aula a Catanzaro gli omicidi di Pietro Pulice, affiliato alla cosca Giampà che fu prima ucciso da Saverio Cappello per sua stessa ammissione e poi bruciato nella sua automobile; di Bruno Cittadino, assassinato in via Duca d’Aosta nel 2008 da Francesco Vasile; di Nicola Gualtieri “coccodrillo” e di Giuseppe Chirumbolo, entrambi uccisi nel 2010, sempre su mandato di Giuseppe Giampà da L.P. e dal killer di fiducia del boss, ora pentito, Francesco Vasile.
Le dichiarazioni di Angelo Torcasio in Corte d’Assise coincidono con quanto già dichiarato in aula nel corso del processo dibattimentale al Tribunale di Lamezia, durante il quale ha avuto modo di fare una ricostruzione di tutti gli avvenimenti che hanno riguardato la cosca dal suo ingresso nel 2001. Nessun controesame da parte dei difensori, gli avvocati Marchese, Di Renzo, Staiano, Pagliuso, Ferraro e Galeota, fissato probabilmente nella prossima udienza di gennaio.
Torcasio racconta omicidio Francesco “Carrà”
Sempre questa mattina, in Corte d’Assise, ma nel processo a carico di Antonio Voci per l’omicidio di Francesco Torcasio, è stato ascoltato Angelo Torcasio in merito all’omicidio avvenuto il 7 luglio 2011 in via Misiani.
Esame e controesame si sono incentrati sul capire o meno se effettivamente a fare da “specchietto” inviando il messaggio di avviso “107 blu” quel giorno, sia stato Voci o qualcun altro esponente del clan. L’unico imputato, Antonio Voci è a processo proprio perché accusato di aver inviato l’sms ai killer avvisandoli dell’arrivo di Francesco Torcasio che credeva di partecipare ad una rapina ma che, in realtà, stava cadendo nella trappola organizzata da Giuseppe Giampà che voleva ucciderlo.
Angelo Torcasio in aula oggi, nonostante non abbia partecipato materialmente al delitto, ha raccontato quanto di sua conoscenza e che gli sarebbe stato riferito. Prima è stato interrogato dal pubblico ministero Romano, successivamente è stato interpellato dai legali difensori di Voci, ai quali avrebbe confermato quanto dichiarato nel verbale di interrogatorio del 30 settembre 2011. In quelle dichiarazioni, il pentito aveva dato per certi i ruoli definitivi di quell’omicidio, identificando come organizzatori ed esecutori Maurizio Molinaro, Alessandro Torcasio, Enzo Giampà e Francesco Vasile. A fare lo squillo secondo quanto gli fu raccontato proprio da Vasile fu Umberto Egidio Muraca, non nominando mai, invece, Antonio Voci. Proprio su questo si è fondato il controesame dei difensori dell’imputato, che hanno rimarcato questa incongruenza.
Nell’udienza prossima, fissata a gennaio, in video conferenza sarà ascoltato anche qui Battista Cosentino, ultimo testimone di giustizia a dover essere ascoltato in questo processo.
C.S.
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