
Catanzaro – È cominciata al Tribunale collegiale di Catanzaro, la fase dibattimentale del processo scaturito dall’inchiesta “Robin Hood” che ha svelato un presunto sistema illecito nella gestione dei fondi europei attraverso l'ente in house “Calabria etica”. Il collegio ha aperto ufficialmente il dibattimento con l’ammissione delle prove richiesta dall’accusa (rappresentata dalla Dda di Catanzaro) e dalla difesa.
Nell’udienza di oggi si è costituita parte civile la Regione Calabria, così come alcuni soci della società Cooperfin. Si era già costituito parte civile, invece, nel corso dell’udienza preliminare, il dirigente Bruno Calvetta, attraverso il suo avvocato Giusy Caliò.
Il processo, inoltre, rimarrà a Catanzaro e non sarà spostato a Vibo perché il Tribunale stamane ha respinto le eccezioni sulla competenza territoriale sollevate dalle difese degli imputati.
Fra i principali imputati, ai quali vengono contestati a vario titolo i reati di truffa, estorsione aggravata dal metodo mafioso, corruzione, peculato, turbativa d’asta ed abuso d'ufficio, ci sono l’ex assessore regionale al Lavoro Nazzareno Salerno, 53 anni, di Serra San Bruno, recentemente reintegrato in Consiglio regionale; Pasqualino Ruberto, 47 anni, di Lamezia, ex presidente di Calabria Etica, società “in house” della Regione Calabria (già consigliere comunale di Lamezia); Vincenzo Caserta, 61 anni, di San Costantino Calabro ma residente a Catanzaro, ex direttore del Dipartimento Lavoro della Regione Calabria; Vincenzo Spasari, 57 anni, di Nicotera, impiegato di Equitalia a Vibo; Ortensio Marano, 44 anni, di Belmonte, ex amministratore delegato della Cooperfin Spa; Claudio Isola, 38 anni, di Vibo; Damiano Zinnato, 50 anni, di Nicotera; Saverio Spasari, 28 anni, di Nicotera; Antonio Cusimano, 57 anni, di Catanzaro, Patrizia Nicolazzo, 43 anni di Lamezia Terme; Valerio Grillo, 65 anni, avvocato di Vibo, componenti del Comitato di gestione del Credito sociale; Michele Parise, 45 anni, di Castrolibero; Maria Francesca Cosco, 48 anni, avvocato di Catanzaro e Bruno Dellamotta, 70 anni, nativo di Genova ma residente a Firenze.
Altri due indagati hanno optato per il processo con rito abbreviato, il cui inizio é stato fissato per l'11 aprile.
L’inchiesta, scattata nel febbraio scorso, aveva fatto emergere, dalle indagini della Guardia di Finanza di Vibo Valentia e del Ros di Catanzaro, l'esistenza di un presunto “comitato d'affari” che avrebbe distratto i finanziamenti comunitari vincolati al progetto regionale “Credito sociale”, indirizzandoli su conti correnti di società private anche all'estero.
Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati Francesco Gambardella, Mario Murone, Francesco Iacopino, Giancarlo Pittelli, Vincenzo Gennaro, Domenico Naccari.
C.S.
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