
Catanzaro – Ha ribadito le richieste di rinvio a giudizio il pubblico ministero oggi in aula a Catanzaro per quanto riguarda il procedimento “Robin Hood” che ha svelato un presunto sistema illecito nella gestione dei fondi europei attraverso l'ente in house "Calabria etica".
Tutti gli imputati hanno chiesto di essere processati secondo il rito ordinario, tranne per tre posizioni: quella di Giuseppe Avolio Castelli, Francesco Masciari e Bruno Dellamotta. Richieste che sono state accolte per Avolio e Masciari ma non per Dellamotta. Per loro si tornerà in aula ad aprile, mentre l’udienza, per coloro che hanno scelto l’ordinario, è stata poi rinviata al 10 gennaio per la discussione degli avvocati Murone, Iacopino e Gennaro per le posizioni di Ruberto, Salerno e Caserta. Oggi, nel corso dell’udienza preliminare, c’è stata la costituzione delle parti civili: non l’ha fatto la Regione Calabria, mentre si è costituito il dirigente Bruno Calvetta, attraverso il suo avvocato Giusy Caliò.
Fra i principali indagati nei cui confronti la Dda di Catanzaro ha chiesto il processo ci sono l'ex assessore regionale al Lavoro Nazzareno Salerno, 53 anni, di Serra San Bruno, recentemente reintegrato in Consiglio regionale; Pasqualino Ruberto, 47 anni, di Lamezia, ex presidente di Calabria Etica, societa' "in house" della Regione Calabria (gia' consigliere comunale di Lamezia); Vincenzo Caserta, 61 anni, di San Costantino Calabro ma residente a Catanzaro, ex direttore del Dipartimento Lavoro della Regione Calabria; Vincenzo Spasari, 57 anni, di Nicotera, impiegato di Equitalia a Vibo; Ortensio Marano, 44 anni, di Belmonte, ex amministratore delegato della Cooperfin Spa; Claudio Isola, 38 anni, di Vibo; Damiano Zinnato, 50 anni, di Nicotera, cognato del boss della 'ndrangheta di Limbadi Luigi Mancuso; Saverio Spasari, 28 anni, di Nicotera; Antonio Cusimano, 57 anni, di Catanzaro e Valerio Grillo, 65 anni, avvocato di Vibo, componenti del Comitato di gestione del Credito sociale.
I reati contestati, a vario titolo, sono truffa, estorsione aggravata dal metodo mafioso, corruzione, peculato, turbativa d'asta ed abuso d'ufficio.
L‘inchiesta, scattata nel febbraio scorso, aveva preso il nome dal più famoso dei ladri: Robin Hood. Dalle indagini della Guardia di Finanza di Vibo Valentia e del Ros di Catanzaro era emersa l'esistenza di un presunto "comitato d'affari" che avrebbe distratto i finanziamenti comunitari vincolati al progetto regionale "Credito sociale", indirizzandoli su conti correnti di società private anche all'estero.
Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati Francesco Gambardella, Mario Murone, Francesco Iacopino, Giancarlo Pittelli, Vincenzo Gennaro, Domenico Naccari.
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