
Lamezia Terme - Nuova udienza, nell’ambito del processo Spare Tyre, per quanto riguarda il tentato omicidio ai danni di Salvatore Pulice avvenuto nel 2012 nel quartiere Bella. A compiere l’atto delittuoso, lo ricordiamo, sarebbero stati Davide Giampà, difeso dall’avvocato Francesco Pagliuso, insieme a Francesco Morello, difeso dall’avvocato Nicola Armando Veneziano. Il pm Santo Melidona avrebbe chiesto di mettere agli atti del processo una serie d’intercettazioni a suffragio dell’impianto accusatorio. Il presidente, la dottoressa Carè, coadiuvata a latere dai giudici Silvestri e Sonni, ha rigettato l’istanza così come formulata dal pubblico ministero nominando però un perito che analizzi tali intercettazioni. Proprio per questo motivo, il dibattimento è stato poi aggiornato ad altra data.
Il tentato omicidio ai danni di Pulice scaturì per un complimento “poco galante” nei confronti della compagna di Davide Giampà che decise di vendicarsi appostandosi con Morello nel compiere un agguato ai danni di Pulice. La pistola in uso, però, s’inceppò al primo colpo dando il tempo a Pulice di scappare prima che riprendesse a funzionare con sei colpi andati a vuoto e che colpirono un’auto. Il racconto del tentato omicidio da parte della vittima designata è stato oggetto di intercettazione ambientale ed è stata poi suffragata da ulteriori perizie da cui sarebbe emerso che la stessa pistola con cui Giampà aveva esploso quei colpi andati a finire sull’auto fosse la stessa sequestrata successivamente dalle forze dell’ordine a suo cognato, Giuseppe Paone autore, assieme ad Antonio Mancuso, di una rapina ad un distributore di benzina in via Miceli. Per questi motivi, dunque, Giampà assieme a Morello sono anche accusati di tentato omicidio nei confronti di Pulice nell’ambito dell’operazione Spare Tyre che avrebbe smantellato un’organizzazione dedita al traffico di stupefacenti.
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