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Reggio Calabria - Un centinaio di residenti stanno protestando ad Archi, periferia nord di Reggio Calabria, dinanzi all'ingresso di un centro di accoglienza per minori extracomunitari non accompagnati. I manifestanti chiedono che i minori, un centinaio circa, accolti in seguito agli ultimi sbarchi verificatisi in città, vengano trasferiti in altre strutture di accoglienza. Sul posto è intervenuta la polizia di Stato. Al momento non si segnalano problemi per l'ordine pubblico.

Prefetto Reggio incontra minori

Il prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, accompagnato dai rappresentanti delle Forze di Polizia, si è recato nel Centro di primissima accoglienza del quartiere Archi per ascoltare le ragioni della protesta inscenata dai minori stranieri non accompagnati ospitati nella struttura. Alla base del malcontento dei giovanissimi migranti, che già aveva portato ad una manifestazione nello scorso mese di luglio, le condizioni di precarietà anche igienico-sanitaria della struttura, l'eccessiva durata della permanenza e la difficoltà ad avere contatti con i parenti. "L'incontro è proseguito con una delegazione di minori nel Palazzo del Governo - è scritto in un comunicato - dove il prefetto Di Bari ha confermato l'impegno per migliorare i livelli di accoglienza e garantire una maggiore efficienza e qualità nei servizi". In mattinata si era registrata anche una breve manifestazione di residenti del quartiere Archi-Cep che avevano chiesto il trasferimento e la sistemazione dei minori in strutture meno precarie.

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