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Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato in tv un'operazione militare in Ucraina "per difendere i separatisti nell'est del Paese". "Ho preso la decisione per un'operazione militare" nel Donbass, ha detto in una dichiarazione a sorpresa in televisione nella notte. Il presidente russo, ha chiesto all'esercito di Kiev di "consegnare le armi e andare a casa, affermando che i piani di Mosca non includono l'occupazione del Paese ma la sua smilitarizzazione e denazificazione". 

Si parla già di centinaia di vittime. Forze russe sarebbero entrate nel Paese da più punti della frontiera, anche da Bielorussia e Crimea. Forti esplosioni e scontri sono stati riferiti a Odessa, Kharvik, Mariupol, Leopoli e a Kiev. Secondo la presidenza ucraina, "più di 40 soldati ucraini e circa 10 civili sono stati uccisi", e si contano anche 18 morti fra cui 10 donne, in un raid russo su Odessa. Sul fronte opposto sarebbero stati abbattuti "cinque aerei e un elicottero russi" e "circa 50 occupanti" sarebbero morti. Bloccata la navigazione nel mare d'Azov. Mosca annuncia: "Annientate le difese aeree" ucraine, ma denuncia "vittime civili nel Donbass", Kiev chiama i civili alle armi e fa appello alla donazione di sangue per i soldati feriti.

Draghi: "Attacco ingiustificabile, rispondere uniti"

"Il Governo italiano condanna l'attacco della Russia all'Ucraina. È ingiustificato e ingiustificabile. L'Italia è vicina al popolo e alle istituzioni ucraine in questo momento drammatico. Siamo al lavoro con gli alleati europei e della Nato per rispondere immediatamente, con unità e determinazione". Lo dichiara il presidente del Consiglio Mario Draghi. 

Tra domani e sabato, secondo quanto si apprende da fonti di governo, si potrebbe riunire di nuovo il Consiglio dei ministri per varare un decreto per un nuovo dislocamento delle truppe italiane, in linea con il dispositivo che sta mettendo in campo la Nato dopo gli attacchi russi in Ucraina. Le decisioni, viene sottolineato, sono subordinate al Consiglio superiore di Difesa, convocato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel pomeriggio. 

Di Maio: "Italia a fianco popolo ucraino con Ue e alleati"

"L'Italia è al fianco del popolo ucraino, insieme ai partner Ue e atlantici". Lo ha scritto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, su Twitter.

REAZIONI 

Donne in campo: "Rifiutare la guerra! più impegno per pace e prosperità"

"L’Unione Europea svolga un ruolo di pace per il continente europeo alla guerra come risoluzione delle controversie tra le nazioni. E’ questo l’appello dell’Associazione Donne in Campo in relazione alla gravi notizie che arrivano dall’Ucraina. Le donne dell’agricoltura ricordano che questo principio, ribadito a chiare lettere dalla nostra Costituzione, è oggi più attuale che mai, dal momento che nessuna forma democratica può prescindere da esso e che la strada verso un reale progresso e uno sviluppo sostenibile può basarsi solo sulla capacità di evitare l’utilizzo della forza nella difesa degli interessi contrapposti. La crisi di sviluppo generata dalla pandemia Covid 19 – ha commentato Donne in Campo- deve portare ad un cambiamento nella scala di valori, nel ripudio della sopraffazione e nella ricerca di equilibri duraturi. “Siamo molto preoccupate per la spirale del conflitto – ha affermato Pina Terenzi Presidente Donne in Campo- perché l’agricoltura, come sempre accade negli scenari bellici, pagherebbe un prezzo altissimo e con essa tutta la società”. L’Unione Europea nel suo sforzo di porsi alla testa del superamento della crisi ambientale può svolgere un ruolo importante nella difesa  della pace e della prosperità del continente europeo".

Bruni: “La guerra è un’atrocità inutile che miete solo vittime innocenti"

“È davvero strano pensare che nel 2022 ci si possa svegliarsi e scoprire che è cominciata una guerra ai margini dell’Europa. Di guerre, con il trascorrere dei secoli nel mondo, se ne sono susseguite a centinaia. In particolare, nel passato, grandi eserciti di massa si sono fronteggiati da due linee opposte usando i tiri dell’artiglieria o, più recentemente, i bombardamenti dell’aviazione sono serviti per fare irruzione tra le file nemiche. Credo che la guerra, oggi ancora di più, sia uno degli atti più insensati che l’uomo possa mettere in pratica. Molto spesso, se non sempre, serve semplicemente per arricchire chi produce e vende armi, a danno di popoli che, per questo, sono ridotti alla fame. Non esistono operazioni chirurgiche militari nelle guerre, né obiettivi sensibili, a rimanere colpiti sono sempre i più deboli: bambini, le donne, gli anziani che spesso non conoscono neppure i motivi. Vittime innocenti di ingranaggi molto più grandi di loro, esseri umani ai quali viene tolto il diritto fondamentale di vivere in pieno la propria vita, crudeltà inutili. Contro il Virus del Covid 19 abbiamo assistito alla più bella guerra mondiale degli ultimi secoli, quella combattuta dalla comunità scientifica di tutto il mondo unita per sconfiggere la pandemia (ma non è ancora finita perché una parte del mondo, quella più povera ancora non è vaccinata e noi non possiamo permetterci di girarci dall’altro lato), queste sono le uniche guerre che andrebbero combattute. E quando ci parlano di bombe intelligenti ci prendono in giro perché non esistono, la guerra è sempre stupida”. Lo scrive in una nota Amalia Bruni, leader dell’opposizione in Consiglio Regionale.

Arci Calabria: "Stop immediato delle ostilità in Ucraina"

"L’Arci chiede lo stop immediato delle ostilità in Ucraina e condanna l’aggressione armata della Russia. Esprimiamo una forte preoccupazione per la popolazione civile inerme, i bambini, le donne, i vecchi, che come sempre pagheranno il prezzo più caro della guerra. Auspichiamo che si rendano da subito disponibili dei corridoi protetti per consentire alle agenzie internazionali e alle organizzazioni umanitarie un intervento efficace e senza rischi. Siamo vicini e solidali alla società civile pacifista in Russia e Ucraina e sosteniamo con loro tutti gli sforzi necessari per un immediato cessate-il-fuoco e per una ripresa dei tavoli negoziali: “la pace si fa con il nemico”. E’ questo il momento di far sentire la voce della società civile pacifista in Italia e in tutta Europa!"

"L’Arci, anche in Calabria con i comitati e i circoli, parteciperà alle iniziative che sono programmate - e si stanno in queste ore organizzando - in moltissime città italiane e concorrerà a promuoverne di ulteriori in un’ottica di inclusione, unità e partecipazione diffusa - sui contenuti già pubblicati dalla Rete Italiana Pace e Disarmo - così come è già parte attiva di tante manifestazione organizzare e in via di organizzazione sul territorio. Vogliamo prenderci la nostra parte di responsabilità, come cittadine e cittadini, e dire con chiarezza alle istituzioni italiane ed europee che la nostra mobilitazione non cesserà - anzi crescerà - fin quando i venti di guerra non saranno spenti. Quanto abbiamo di fronte conferma l'importanza di un investimento delle istituzioni e del terzo settore nella promozione di una cultura di pace presso le giovani generazioni, contribuendo alla creazione di spazi in cui si possa esprimere la voce delle cittadine e dei cittadini che chiedono pace, cultura, giustizia e lavoro".

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