
Catanzaro - Ritorna in libertà l'ex dirigente dell'Asp, Giuseppe Pugliese, coinvolto nell'inchiesta Quinta bolgia, portata avanti dalla procura della Repubblica di Catanzaro per fare luce sui rapporti fra sanità e cosche del lametino e sui rapporti fra amministrazioni pubbliche, politica e criminalità organizzata. Pugliese, inizialmente colpito da ordinanza di arresti domiciliari, successivamente era finito in carcere con l'accusa di non aver rispettato il provvedimento di custodia cautelare, in quanto avrebbe avuto rapporti con l'esterno non consentiti. Venerdì il tribunale delle Libertà ha disposto la sua scarcerazione perché - in base alla ricostruzione del legale di Pugliese, l’avvocato Francesco Laratta - la norma che avrebbe avallato la detenzione in carcere in realtà non è più in vigore.
“Non conosciamo, allo stato, le motivazioni dei Giudici del Riesame - sottolinea il legale dell’ex dirigente Asp - in quanto v’è unicamente un dispositivo che ordina la cessazione della misura cautelare in atto. Pur non conoscendo le motivazioni quale difensore di fiducia continuo, fermamente, a sostenere che il professionista non poteva assolutamente essere privato della libertà sebbene in misura attenuata e, soprattutto, che l’aggravamento della misura per avere violato la prescrizione di interloquire con il proprio difensore anche telefonicamente è stato disposto in base ad una norma di Legge abrogata da oltre 15 mesi”.
“In pratica - precisa l’avvocato Laratta - il Dr. Pugliese è stato portato in carcere in base ad una norma di Legge che non esiste e ad ulteriore sostegno di quanto affermo posso dirvi che è stato intercettato il suo telefono cellulare per un reato che non prevede assolutamente la possibilità di intercettare”. Dopo discussione davanti al Tribunale del Riesame presieduto dal giudice Valea il quale, a distanza di poche ore, ha emesso la sua decisione. “Nella mia arringa davanti il TDl - prosegue la nota - ho parlato della paura che può avere il cittadino davanti a situazioni del genere ma dopo aver preso atto che i Giudici a Berlino vi sono ancora il mio cuore può riprendere a battere normalmente. Inutile dire che il merito della vicenda, toccato solo marginalmente, vede comportamenti del Dr. Pugliese totalmente dissonanti con l’immagine che nell’Ordinanza custodiale era stata data e che escludono, in maniera chiara ogni responsabilità del professionista. Per parlare di tutto ciò vi sarà momento processuale apposito”. Giuseppe Pugliese, quindi, ai domiciliari dal 12 novembre e in carcere dal 21, è ora tornato in libertà.
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