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Reggio Calabria, 5 giugno - Nella giornata di ieri i carabinieri di Pellaro hanno tratto in arresto 4 persone: Federico Antonio, 36 anni, Corsaro Natale, 25 anni, Casile Antonio, 44 anni, e Barreca Bruno, 34 anni, con l’accusa di danneggiamento aggravato e realizzazione di discarica abusiva. Durante un controllo del territorio i carabinieri hanno notato nei pressi della foce del Torrente Fiumarella un’autobotte parzialmente occultata all’interno di un canneto. I militari hanno voluto verificare meglio la situazione che appariva insolita ed hanno  notato che poco distante vi era un’enorme pozzanghera di liquami. Appena giunti in prossimità del mezzo i carabinieri hanno bloccato quattro persone. Dalla cisterna infatti fuoriusciva un tubo occultato tra la vegetazione attraverso cui i liquami venivano fatti scorrere nel torrente a pochi passi dalla foce ma anche a pochi metri dalle abitazioni. Casile e Barreca, entrambe pregiudicati, sono dipendenti di “Acque Reggine” società partecipata del Comune di Reggio Calabria, incaricata della gestione delle acque, condotte di acqua potabile e impianti fognari. I carabinieri hanno spiegato come "ben diverso ovviamente sarebbe dovuto essere il metodo di smaltimento previsto: gli operai avrebbero dovuto trasportare e conferire i liquami presso il depuratore di Gallico. Occorre accertare se la condotta dei quattro (gli altri due soggetti sono autisti del mezzo) sia un’iniziativa degli stessi o vi siano alla base dinamiche più complesse. Nel torrente  - specificano - sono stati sversati 6.000 litri di liquami. Altri 6.000 sono rimasti all’interno della cisterna grazie all’intervento dei militari". Sotto controllo dei carabinieri il mezzo è stato utilizzato per riaspirare tutto il materiale e versarlo come previsto presso il depuratore. Successivamente il mezzo è stato posto sotto sequestro. I quattro sono stati condotti presso il carcere di Reggio Calabria.

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