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Lamezia Terme – Nella relazione della Direzione Nazionale Antimafia emergono nuovi collegamenti delle cosche calabresi nelle varie regioni italiane, in particolare quelle che operano nel distretto di Catanzaro. “Invero – si legge nella relazione della Dna - le organizzazioni di ‘ndrangheta operanti nel territorio del Distretto di Catanzaro sono risultate, ancora oggi, direttamente interessate alle dinamiche criminali dei maggiori gruppi operanti nel Nord Italia che costituiscono proiezione delle cosche di origine e con cui, pure in presenza, spesso, di una loro piena soggettività ed autonomia operativa, esse mantengono ben salde le relazioni, sin dalla iniziale richiesta di legittimazione, e di cui spesso si servono per continuare a gestire, a volte in autonomia a volte secondo sistematiche e periodiche direttive, importanti investimenti finanziari.

In particolare, le indagini hanno disvelato vari e rilevantissimi collegamenti della ‘ndrangheta del vibonese con il Lazio e la Lombardia, della ‘ndrangheta del crotonese con la Lombardia, con l’Emilia e con il Veneto, della ‘ndrangheta del basso ionio catanzarese con il Lazio e la Lombardia, della ‘ndrangheta del lametino con il Veneto”. Inoltre, per quanto riguarda le infiltrazioni in una regione come la Toscana, nella quale “i dati emersi nel periodo giugno 2013 - luglio 2014 confermano le linee di tendenza registrate in passato, nel senso che in Toscana non sembra siano attivi “locali” di ndrangheta (sintomo di radicamento territoriale consolidato), tuttavia – aggiungono - sono presenti, e operano attivamente, molti soggetti legati a importanti cosche calabresi”.

In particolare, “secondo quanto emerge dalle indagini concluse di recente e dai processi in corso, si può affermare che le presenze di ‘ndranghetisti in Toscana sono ricollegabili sia alle cosche che dominano nei “mandamenti” della provincia di Reggio Calabria (Ionico, tirrenico, città) che nel resto della Regione. In particolare, per il versante ionico sono state registrate presenze significative delle cosche delle province di Catanzaro e Crotone; per il versante tirrenico delle compagini storiche formatesi nelle aree del lametino, del vibonese, della piana di Gioia Tauro. Vanno, peraltro, segnalate anche alcune presenze di soggetti legati alle cosche della zona ionica reggina e della città di Reggio Calabria”. Tra i traffici, gli interessi e ed i reati commessi dalla ‘ndrangheta anche in Toscana emergono “usura, estorsioni, infiltrazione nel settore degli appalti pubblici e privati, traffici di droga e di merce contraffatta” mentre non trova spazio il mercato della prostituzione. Anche l’area del lametino, da quanto emerge dagli stralci della relazione della Dna, sembra avere diversi interessi sia in Toscana che in Veneto.

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