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Lamezia Terme,  28 gennaio – Vincenzo Pronestì è scomparso da quasi un mese, da quando, la mattina del 6 gennaio , dopo la pioggia incessante che si è riversata sulla città e l’hinterland durante la notte, ha deciso di gettarsi dal ponte Notaro che collega una sponda all’altra del torrente Piazza, lungo via Francesco Ferlaino. Dopo un giorno dall'episodio è stato ritrovato, lungo gli argini, il pigiama riconosciuto poi dai familiari. Per sei giorni si è andati avanti con le ricerche del disperso, ma poi più nulla. Dopo la riunione convocata dal sindaco in Comune, alla presenza del Prefetto di Catanzaro Antonio Reppucci e di tutti gli esponenti delle forze dell’ordine, si è deciso per un intervento della protezione civile che ripulisse in buona parte il fiume cercando quantomeno di restituire il corpo alla famiglia.

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Tali ricerche sono effettivamente proseguite nei giorni successivi con l’ausilio dei giovani della Malgrado Tutto dei fratelli Conte. Ma è notizia di queste ore che uno dei fratelli di Pronestì, Francesco, si sia recato, di ritorno da Bergamo dove vive attualmente, presso il Commissariato di Lamezia per sporgere denuncia sul mancato ritrovamento lungo l’alveo del torrente del fratello Vincenzo. Le ricerche, infatti, stanno sì proseguendo, ma con pochi volontari  che non posso scandagliare e ripulire, a fondo, il letto e gli argini di un torrente devastato da scarichi abusivi, rifiuti di ogni genere e sterpaglia diffusa.

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La famiglia di Pronestì chiede un maggiore intervento da parte delle autorità competenti che, già due settimane fa, avevano rassicurato la famiglia sul provvedere alla totale bonifica dell’alveo del torrente, anche con l’ausilio di pale meccaniche. Il tutto al fine di restituire presto ai propri congiunti il corpo di Pronestì. Il fratello di Vincenzo, Francesco, ci ha anche scritto una lettera. Una sorta di appello alle autorità affinchè si faccia davvero qualcosa per ritrovare il fratello disperso nel torrente. Ecco cosa ci ha scritto:

"Salve mi chiamo Franceso Pronestì, fratello di Vincenzo, il ragazzo che si è lanciato dal ponte Notaro. Io vivo a Bergamo e sono venuto a Lamezia per vedere se le ricerche di mio fratello proseguivano, ma ho trovato che si è fermato tutto. Come famiglia voglio che le ricerche riprendano come ha promesso il sindaco di Lamezia che mandava nel fiume le pale meccaniche per pulirlo. Questo 15 giorni fa. Ad oggi non è stato fatto nulla".

Una vicenda amara, che vede coinvolti, da un lato, una famiglia che reclama un corpo sul quale piangere e, dall’altra, le istituzioni, in primis Comune e Provincia, addette alla bonifica e pulizia del torrente nel quale si è gettato Pronestì. Il pensiero di tutti è che si agisca in fretta, in modo da fugare ogni dubbio sulla sorte di Vincenzo e dare, eventualmente, degna sepoltura al  nostro concittadino.

 

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