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Firenze, 16 ottobre - Sarà celebrato il processo a carico di un imprenditore calabrese Domenico De Sensi, 49 anni, di Lamezia Terme, coinvolto, secondo l'accusa, in un presunto riciclaggio di denaro legato alla vendita all'asta, nel 2001, dell'azienda agricola di Moriano, nel comune di Vicchio. Lo ha deciso il gip del tribunale di Firenze, Antonio Pezzuti. La vicenda, con al centro l'azienda agricola che era di proprietà dell'imprenditore mugellano Pietro Tagliaferri, risale alla fine degli anni '90 ed è stata al centro di numerosi interventi, dalla Cassazione, che nel 2005 annullò l'archiviazione chiesta del gip di Firenze, alle interpellanze parlamentari, fino alle richieste di ispezioni alla procura di Firenze.

Secondo Tagliaferri, difeso dall'avvocato Roberto D'Ippolito, alla fine degli anni '90 la 'ndrangheta calabrese avrebbe investito denaro sporco in Toscana, attraverso società formalmente pulite: l'azienda agricola di Tagliaferri sarebbe stata acquistata a un'asta giudiziaria da una di queste presunte società per una cifra inferiore di oltre la metà rispetto al suo effettivo valore di mercato.Dopo le diverse vicende processuali la procura generale aveva avocato il provvedimento. Particolarmente soddisfatto (anche se la prima udienza del processo è stata fissata per il 29 ottobre 2013) l'avvocato di Tagliaferri, Roberto d'Ippolito per il quale "è un risultato di straordinaria importanza che premia dieci anni di lavoro della parte civile".

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