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Gianluca-callipo_5b878.jpgVibo Valentia - Ha negato ogni addebito, contestando la ricostruzione accusatoria della Dda di Catanzaro e riservandosi la produzione di documentazione a sostegno delle proprie tesi Gianluca Callipo, il sindaco di Pizzo arrestato giovedì nell'operazione Rinascita-Scott, comparso davanti al gip di Cosenza per l'interrogatorio di garanzia. Callipo, presidente di Anci Calabria, ha quindi risposto alle domande contestando le accuse di omissione e di concorso esterno in associazione mafiosa. In particolare si fa riferimento all'omissione in ordine all'assegnazione di un'abitazione ad un esponente di punta della consorteria locale e alla vicenda della gestione di un noto ristorante di Pizzo. I difensori di Callipo, gli avvocati Armando e Clara Veneto, e Roberto Franco, hanno annunciato il deposito, per lunedì, di documentazione a sostegno delle affermazioni rese dall'amministratore.

"Sta mostrando una forza d’animo eccezionale, alimentata dalla solida certezza di poter dimostrare la sua totale estraneità alle ipotesi di reato che gli vengono contestate", evidenziano gli avvocati del sindaco di Pizzo Gianluca Callipo - Roberto Franco, Armando e Clara Veneto. Callipo quindi non si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha sostenuto l’interrogatorio: "un atteggiamento - concludono gli avvocati - che ha colpito per la determinazione con cui ha rigettato i capi d’imputazione, dichiarandosi completamente estraneo alle finalità delittuose attribuite a fatti e circostanze". Callipo, inoltre, ha motivato le sue dimissioni con la volontà "di non gravare con la sua vicenda personale sulle sorti e sull’immagine di Pizzo, pur nella consapevolezza di non aver commesso i reati che gli vengono imputati e con la convinzione di doversi difendere nell’ambito del processo in cui è coinvolto, rispettandone tutte le regole".

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