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Torino - Dal 'locale' di San Luca (Reggio Calabria), che è il più importante di tutti tanto da essere soprannominato 'la mamma', alle 'province' sparse per l'Italia e in varie parti del mondo, dalla Germania all'Australia. A Torino la sentenza del processo San Michele propone una geografia della 'ndrangheta imperniata sulle dichiarazioni di un pentito, Francesco Oliverio, l'uomo che avrebbe "consentito di delineare con maggiore precisione rispetto ad altri collaboratori" le "linee costitutive dell'ordinamento 'ndranghetistico".

Il processo, terminato a dicembre con 11 condanne, si riferisce alla propaggine torinese della cosca Greco di San Mauro Marchesato. Il giudice Maria Francesca Abenavoli si richiama alle parole di Oliverio, secondo cui "la 'ndrangheta è una struttura verticistica" dove la 'provincia' (organo di coordinamento delle 'locali' sparse sul territorio) di maggior rilievo è a Reggio Calabria. Nel Nord le 'province', o 'crimini', sarebbero presenti in Lombardia, Liguria, Piemonte.

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