Salta al contenuto principale

 voragine-palazzo-vibo-02132016-112203.jpg

Vibo Valentia - E’ in corso un’attività di sequestro preventivo della rete fognaria di Vibo Valentia Ovest e di parte della rete di Vibo Centro disposta dalla locale Procura della Repubblica nell’ambito di indagini avviate a seguito dell’apertura, nel mese di gennaio 2016, di una voragine in pieno centro abitato, determinata dal cedimento di un cunicolo utilizzato, in modo incontrollato, come canale di scolo delle acque reflue urbane. Gli accertamenti, secondo la Procura, hanno delineato: “una serie di reati ambientali (scaturenti dallo sversamento sul suolo di una cospicua parte degli scarichi fognari); una serie di negative ripercussioni sul già compromesso assetto idrogeologico del territorio”. L’operazione è eseguita dalla Guardia di Finanza, anche con l’impiego di mezzi aerei, dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e dalla Sezione di P.G. – Tutela Ambiente e Territorio della Procura. Nel corso dell’operazione di servizio sono stati anche acquisiti documenti da parte della Guardia di Finanza per verificare il corretto impiego di fondi da tempo stanziati dalla Regione Calabria per interventi di adeguamento e manutenzione della rete fognaria del Capoluogo.

 Pm: il torrente Sant'Anna si è confermato una fogna a cielo aperto

Alluminio, mercurio e ferro. Le analisi svolte dall'Arpacal per conto della Procura di Vibo Valentia non lasciano spazio ad interpretazioni. Il Sant'Anna non è un torrente ma una fogna a cielo aperto nelle cui acque scorre di tutto e con parametri elevati, ben al di sopra della media, anche di centinaia di volte. Tanto che nel decreto di sequestro di parte della rete fognaria del Comune di Vibo Valentia, il pm Filomena Aliberti, ha scritto che le analisi "hanno consentito di mettere in luce che è in atto un fenomeno di deterioramento delle condizioni delle acque del fosso Sant' Anna e di quelle costiere, nonché di porzioni significative del suolo di Vibo". Sotto l'occhio del pm Aliberti e del procuratore capo Mario Spagnuolo sono finiti non solo i lavori mai realizzati in questo tratto di rete fognaria sequestrata da Capitaneria di Porto, Guardia di finanza e Corpo forestale, ma anche gli 8,5 milioni di euro stanziati nel 2011 nell'ambito del progetto "Maione" - con tranche annuali da 1,5 milioni - e, secondo quanto riferito da Spagnuolo, dirottati altrove. "Il sequestro - ha detto il magistrato - nasce da una serie di indagini a seguito della formazione della voragine in via Parisi che hanno messo in risalto una serie di criticità e anomalie a causa del mancato intervento dell'uomo. In buona sostanza, ma questo era un fatto noto, il torrente Sant'Anna si è confermato una fogna a cielo aperto e, nel percorso della parte più alta, si è riscontrata una serie di situazioni che vedono i reflui fognari andare non verso il depuratore ma verso il torrente. Un problema noto alla pubblica amministrazione, tanto che recentemente il sindaco ha chiesto un ulteriore contributo, dopo che dal 2008 il Comune è destinatario di una cospicua somma necessaria per rimediare al problema senza che però questo sia stato risolto".

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.