
Villa San Giovanni (Reggio Calabria) - La sezione di Reggio Calabria del Tar (Tropiano presidente, a latere Fontana e Testini), accogliendo il ricorso di alcuni consiglieri di minoranza e di ex candidati, ha annullato il decreto con cui il sindaco eletto lo scorso mese di giugno di Villa San Giovanni, Giovanni Siclari, che era sospeso per effetto della legge 'Severino' ancora prima della formazione delle liste per una condanna per reati amministrativi, aveva nominato al suo posto come reggente la vicesindaca Maria Grazia Richichi.
I giudici amministrativi hanno anche bocciato l'atto con cui Maria Grazia Richichi aveva nominato la sua Giunta municipale, con il conseguente annullamento di tutti gli atti amministrativi adottati dalla compagine di centrodestra che guida il comune.
Giovanni Siclari, che la scorsa legislatura aveva ricoperto l'incarico di assessore nella giunta guidata da Rocco La Valle, fermato per ordine della Procura antimafia di Reggio Calabria nell'ambito dell'inchiesta 'Metauros' sulla gestione del termovalorizzatore di Gioia Tauro, era stato condannato a un anno di reclusione per abuso d'ufficio per una concessione illegittima di uno stabilimento balneare. Nonostante la condanna e la sospensione prevista dalla legge Severino, Giovanni Siclari aveva deciso ugualmente di candidarsi a sindaco di Villa San Giovanni per la lista "Leali per Villa", risultata vincente. Dopo la sua proclamazione e quella degli eletti, Siclari aveva quindi nominato assessore Maria Grazia Richichi, affidandole anche l'incarico di vicesindaco, procedura che adesso il Tar ha dichiarato illegittima.
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