
Prato - Il Tar della Toscana "con decreto presidenziale 467 del 2018 ha ritenuto di dover accogliere l'istanza" dell'azienda Ristorart Toscana srl, con sede a Prato, relativo a un provvedimento interdittivo emesso dalla prefettura di Prato ai sensi della normativa antimafia.
Il decreto, riferisce la stessa società, "sospende l'efficacia del provvedimento impugnato (interdittiva) e consente la prosecuzione dei contratti in corso di svolgimento". La vicenda è relativa a un subappalto che Ristorart Toscana assegnò a una ditta calabrese coinvolta in un'inchiesta della Dda di Catanzaro su infiltrazioni della 'ndrangheta nell'economia legale.
Nella situazione specifica si tratta di un incarico per pasti alla mensa di un centro di accoglienza per migranti a Isola Capo Rizzuto. La Ristorart per motivi logistici avrebbe assegnato parte del lavoro, avuto in appalto, con un subappalto alla ditta indagata dagli inquirenti calabresi che stanno indagando sulla gestione del centro migranti a Isola Capo Rizzuto. Di conseguenza, a queste notizie, la prefettura di Prato ha emesso un provvedimento di natura amministrativa interdittivo contro Ristorart Toscana.
La prefettura di Prato scriveva che "sussistono elementi che fanno ritenere concreto il pericolo di tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionarne le scelte e gli indirizzi". Ristorart Toscana srl ha, però, fatto ricorso al Tar ottenendo la sospensione dell'atto e quindi la naturale prosecuzione delle sue attività economiche in attesa del processo amministrativo di merito. Il ricorso ha fatto leva pure sulla circostanza che, nell'assegnazione del subappalto alla ditta coinvolta nelle indagini Ristorart Toscana srl - secondo quanto emerge - aveva chiesto, e ottenuto, autorizzazione dalla prefettura di Crotone. Inoltre la stessa azienda pratese, nell'assegnare in esterno parte del lavoro, aveva considerato anche che la ditta subappaltatrice svolgeva già incarichi presso enti istituzionali fra cui in particolare, riferisce la Ristorart, la questura di Crotone.
"E' solo un piccolo passo a tutela di 250 famiglie di nostri collaboratori e della nostra storia aziendale - commenta Ristorart Toscana srl, in una nota, la decisione del Tar, sottolineando la propria completa estraneità a qualsiasi indagine penale -. Siamo consapevoli che la strada è ancora lunga e difficile ma questa notizia è di buon auspicio nella prosecuzione della vicenda per la definizione della quale continuiamo a riporre, come sempre, completa fiducia nell'operato della giustizia".
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