
Catanzaro – Continuano le discussioni degli avvocati difensori degli imputati nel procedimento “Shoot Him”, per il tentato omicidio di Saverio Cappello, ex affiliato della cosca Giampà e ora collaboratore di giustizia.
Un processo che nasce dalle dichiarazioni rese da alcuni pentiti della cosca e dallo stesso Cappello, il quale raccontò della sparatoria su via del Progresso da parte dei fratelli Trovato in seguito ad una lite precedente che aveva visto contrapposte le due famiglie, quella dei Trovato e dei Cappello, appunto.
Nel corso dell’udienza davanti al Gup del Tribunale di Catanzaro, Pietro Scuteri, hanno discusso la loro arringa difensiva gli avvocati Antonio Larussa e Salvatore Cerra per le posizioni di Domenico Chirico e Concetto Trovato. I difensori hanno chiesto l’assoluzione per entrambi, “vista – hanno specificato – la mancanza di riscontri ed evidenziando come il collaboratore abbia fornito quattro diverse versioni sull’accaduto”.
Il Pubblico Ministero Elio Romano, nell’udienza tenutasi a giugno scorso, aveva chiesto che Chirico, accusato di favoreggiamento, fosse condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione mentre aveva chiesto l’assoluzione per Concetto Trovato e suo fratello Luciano, in quanto, nei loro confronti, mancherebbero riscontri individualizzanti al parlato dei collaboratori di giustizia. Il 24 febbraio sarà la volta delle ultime discussioni e probabilmente anche della lettura della sentenza da parte del giudice.
Per gli altri imputati la pubblica accusa aveva chiesto condanne più gravi: 12 anni di reclusione per Franco e Luigi Trovato, difesi dagli avvocati Staiano e Di Renzo, e 3 anni e 4 mesi per Giuseppe Cappello, difeso dall’avvocato Canzoniere.
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