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Reggio Emilia - È stato condannato a 12 anni e due mesi Gino Renato, il 70enne accusato del tentato omicidio di Vito Lombardo, imprenditore edile 66enne originario di Cutro, avvenuto il 23 novembre 2010 a Reggio Emilia. Lombardo, mentre stava passeggiando vicino a casa, in via Nubi di Magellano, a Coviolo, prima periferia reggiana, venne raggiunto da due colpi di pistola che lo hanno ridotto in fin di vita. Riuscì a riprendersi e fece il nome del suo attentatore: Gino Renato, suo compaesano e conoscente fin dalla giovinezza Il 70enne si è sempre dichiarato innocente. Il pm Enrico Cieri, della Direzione distrettuale antimafia di Bologna, aveva chiesto la condanna a 12 anni, gli avvocati difensori Luigi Colacino e Noris Bucchi l'assoluzione per non aver commesso il fatto, ritenendo le accuse della vittima non fondate. Dopo due ore di camera di consiglio, questa mattina, la corte ha deciso di condannare Renato, riconoscendo la continuazione del reato di tentato omicidio e porto abusivo di arma. È stata fissata anche una provvisionale di 75mila euro da liquidare a Vito Lombardo e alla sua famiglia, che si sono costituiti parte civile con l'avvocato Francesco Antonio Maisano. I difensori hanno annunciato che faranno appello.

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