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Diamante (Cosenza) - "Sono giorni di indicibile dolore per la comunità di Diamante che si è stretta idealmente attorno alla famiglia di Serena Cosentino in questa prova drammatica che è stata costretta ad affrontare. Con immensa mestizia ci accingiamo a celebrare i funerali di questa ragazza che ci ha lasciato troppo presto, una giovane vita sottratta ai suoi cari e al suo futuro". È quanto afferma il sindaco di Diamante, Ernesto Magorno, che annuncia la disponibilità del Comune calabrese a costituirsi parte civile. "Accompagneremo la funzione religiosa - prosegue Magorno, che è anche senatore - con il lutto cittadino, in segno di estrema vicinanza alla famiglia e a tutti i suoi affetti. Nello stesso tempo, vigiliamo sugli sviluppi giudiziari e sul lavoro che in queste ore gli inquirenti piemontesi stanno portando avanti per fare luce su cosa sia realmente accaduto a Mottarone, quali le cause della tragedia. I primi riscontri purtroppo ci consegnano un quadro di responsabilità diffuse e di colpevoli omissioni, che ora dovranno essere vagliate dalla magistratura nei successivi e doverosi riscontri investigativi e di giudizio. Sono convinto che mai come in questa tragedia densa di dolore e ingiuste privazioni, di vittime innocenti e di vite spezzate la ricerca della giustizia debba essere celere ed efficace, ecco perché il Comune di Diamante è pronto a costituirsi parte civile e fare così la propria parte nella doverosa affermazione della verità".

Fermati tre responsabili della funivia

Ci sono tre fermi nell'inchiesta della Procura di Verbania sull'incidente di Stresa, nel quale sono morte 14 persone. Si tratta del proprietario della Ferrovie del Mottarone, l'ingegnere direttore del servizio e il capo operativo del servizio. Le accuse nei loro confronti sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione degli strumenti atti a prevenire gli infortuni aggravato dal disastro e lesioni gravissime. Hanno commesso "un gesto materialmente consapevole", ha detto il procuratore della Repubblica di Verbania, Olimpia Bossi, al termine degli interrogatori, spiegando che sulla cabina precipitata è stata messa la 'forchetta', ovvero il dispositivo che consente di disattivare il freno, e non è stata rimossa.

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