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Cassano allo Ionio - Trapelano le prime indiscrezioni dopo l’autopsia a cui sono stati sottoposti i resti del bambino di tre anni Nicola "Cocò", del nonno Giuseppe Iannicelli e della compagna di quest'ultimo Ibtissam Touss i cui scheletri sono stati trovati domenica scorsa all'interno di un'auto completamente bruciata a Cassano allo Ionio.
Tutti e tre sarebbero stati uccisi, anche il bambino di tre anni, con colpi di pistola alla testa e poi dati alle fiamme all'interno dell'auto. L'autopsia, eseguita nell’obitorio dell'ospedale di Castrovillari, si è conclusa in serata. Per la relazione definitiva, i periti nominati dalla magistratura si sono presi 60 giorni di tempo ma sarebbe emerso che tutte e tre le vittime sono stati raggiunti almeno da un proiettile alla testa. Resta ancora da definire, invece, la data dei funerali. Sugli scheletri della vittima, infatti, sarà necessario compiere altri accertamenti tecnici.
Mentre la madre del piccolo “Cocò” ha parlato ieri durante la fiaccolata, alla quale hanno partecipato migliaia di persone, promossa dalla Diocesi di Cassano allo Ionio e dall'Amministrazione comunale per dire "No alla violenza e a ogni forma di vita che si nutre di malaffare" dopo il triplice omicidio. "Se stiamo qui - ha detto il vescovo di Cassano e segretario della Cei mons. Nunzio Galantino - è per ritrovare la voglia di rimetterci in cammino. Né io né voi abbiamo il potere di far tornare a vivere i resti carbonizzati di Cocò né quelli delle altre vittime. Un potere però ce l'abbiamo: di non rendere la morte una sorta di macigno che non lascia scampo a nessuno. La marcia di stasera vuol dire, a partire dall'odore acre di quei corpi bruciati e abbandonati, che qui a Cassano c'è gente che non la pensa assolutamente né come chi ha ucciso ignorando lo sguardo certamente implorante del piccolo Cocò né come chi fa del malaffare il suo stile di vita, che rivendica il diritto di vivere in maniera onesta. Vogliamo camminare per dire insieme no alla violenza e a ogni forma di vita che si nutre di malaffare”.
''Il mio cuore di mamma mi suggerisce di conservare nel mio animo il dolore di aver perso un figlio, ma di aver guadagnato un angelo che sicuramente non vuole che noi sulla terra continuiamo a farci del male, perché lui, sempre sorridente come lo era tra noi, vorrebbe certamente che la sua non sia una morte inutile, ma che porti pace nel cuore di tutti''. E' il messaggio che Antonia Maria Iannicelli, la mamma di Cocò, ha voluto lanciare stasera in una lettera letta al termine della fiaccolata che si è svolta a Cassano allo Ionio. ''Il mio piccolo angelo - ha scritto - ora è con Gesù. Sono la mamma di Nicola che il 16 gennaio 2014 in modo tragico e violento ci è stato tolto al grande amore di mamma e papà. Con questa mia lettera voglio soltanto esprimere ciò che il mio animo, anche se trafitto dal grande dolore, mi suggerisce. Ho capito che dobbiamo cambiare nel cuore e dobbiamo sforzarci di non rispondere con la vendetta ma con l'amore. Questi pensieri mi vengono di fronte alla parola di Dio mi aiuta a capire il perché della morte del mio piccolo Cocò di appena tre anni''. ''Mi auguro che ciò che è successo adesso non succeda mai più: perché il dolore di una mamma a cui è stato portato via crudelmente un figlio, è qualcosa che ti strappa le viscere e che non auguro a nessuno. Non ci siano, perciò, più divisioni negli animi di noi grandi per non farli vivere ai nostri figli''.

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