
Reggio Calabria - Undici arresti e sequestri in tutta Italia sono in corso di esecuzione per una truffa ai danni dell'Inps mediante false associazioni sindacali. L'operazione è condotta dalla Guardia di Finanza di Gioia Tauro, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Palmi e con l’ausilio di personale del Nucleo Pef di Roma e degli altri reparti dipendenti dal Comando Provinciale di Reggio Calabria. In dettaglio, è stata disposta la misura cautelare in carcere nei confronti di 11 persone, residenti nei comuni di Gioia Tauro, Palmi, Reggio Calabria e Roma e l’applicazione del sequestro preventivo a carico di 152 persone, tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dell’Inps.
Si tratta di una truffa ai danni dell'Inps, per una somma complessiva di 750 mila euro, messa in atto attraverso inesistenti associazioni sindacali, con le quali sarebbero stati attestati falsi rapporti di lavoro. É quanto é emerso dall'inchiesta "Ghimpu", condotta dalla Procura della Repubblica di Palmi, che ha portato all'arresto da parte del Gruppo di Gioia Tauro della Guardia di finanza, in Calabria ed a Roma, di 11 persone, accusate di associazione per delinquere. Dalle indagini, coordinate dal Procuratore Ottavio Sferlazza, e dai sostituti Ignazio Vallario e Daniele Scarpino, é emerso che quattro degli arrestati, Giuseppe Carbone, di 57 anni, Francesco Lovecchio, di 44, Claudio Castaldo, di 43, e Salvatore Calabria, di 42, sarebbero stati i promotori e gli organizzatori dell'associazione per delinquere, nella struttura della quale, secondo quanto riferisce in una nota stampa la Guardia di finanza, sono risultati inseriti anche consulenti del lavoro.
La truffa sarebbe stata finalizzata, in particolare, all'indebita percezione di indennità previdenziali erogate dall'Inps e correlate ai fittizi rapporti di lavoro. La truffa sarebbe stata messa in atto attraverso l'utilizzo illecito di erogazioni pubbliche destinate alla tutela dei lavoratori, con l'ottenimento fraudolento di prestazioni previdenziali legate a disoccupazione, malattia e maternità. Le sedi nazionali delle false associazioni sindacali erano ubicate in un unico immobile a Roma che era nella disponibilità di Francesco Lovecchio, residente nella capitale. Gli investigatori hanno accertato che i reali beneficiari delle erogazioni previdenziali da parte dell'Inps sarebbero stati gli stessi arrestati o loro familiari.
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