
Cosenza - Lavoro nero, caporalato, truffe in danno degli enti previdenziali, infrazioni alle norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. I Carabinieri per la tutela del lavoro, nel trimestre luglio-settembre, hanno passato al setaccio 391 aziende, verificando le posizioni lavorative di circa 2mila lavoratori, scovando circa 300 lavoratori in nero e denunciando 65 datori di lavoro, in gran parte per l'inosservanza della normativa sulla sicurezza; numerose anche le violazioni contestate al Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, con ammende elevate per oltre 800mila euro.
I Nuclei operativi dei Gruppi tutela lavoro di Milano, Roma e Napoli, con competenza interregionale, hanno operato nelle province di Reggio Calabria, Crotone, Napoli, Matera, Lecce, Cosenza, Foggia, Firenze, Macerata, Bologna e Asti, di concerto con le Direzioni interregionali del lavoro. In particolare i Carabinieri ispettori del lavoro hanno denunciato oltre 60 persone, responsabili di somministrazione o utilizzazione illecita o fraudolenta di manodopera, di lavoro nero con la correlata evasione ed elusione contributiva e di numerose violazioni al Testo Unico per l'Immigrazione, per aver favorito l'immigrazione clandestina ovvero impiegato illecitamente extracomunitari privi del permesso di soggiorno. Per l'impiego di manodopera in nero sono state sospese 52 attivita' imprenditoriali, in diversi settori, dal tessile all'agricoltura sino ai pubblici esercizi, ed elevate sanzioni amministrative pari a 1.263.947 euro.
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