
Lamezia Terme - La Corte di Appello di Catanzaro, sezione Misure di prevenzione, ha revocato la confisca dei beni eseguita nei confronti di M.G., T.C. e M.G. Il patrimonio immobiliare sottoposto a sequestro era costituito da un immobile in via delle Terme, un appezzamento di terreno con annesso fabbricato in località Caronte, e un immobile con 5 vani in via Monaci Basiliani di Lamezia Terme. La misura era stata disposta in seguito a una condanna per usura di M.G. datata nel tempo, dopo un lungo iter giudiziario, che aveva visto dissequestrato solo le attività facenti capo al M.G., il procedimento di confisca dei beni era giunto sino in Cassazione.
La Suprema Corte accogliendo il ricorso dei difensori avvocati Antoninio Tillieci, Salvatore Staiano Francesco Gambardella, Renzo Andricciola e Fabio Basile, aveva annullato con rinvio rimettendo gli atti ad altra sezione della Corte di Appello. Il collegio difensivo, unitamente ai consulenti di parte Antonio Ruberto e Francesco Muraca che hanno redatto le perizie, sono riusciti a “dimostrare la liceità della provenienza dei fondi di M.G. e dei suoi familiari, accertando la liceità della provenienza dei beni”.
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