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Catanzaro - Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha annullato la misura interdittiva per Vincenzo Caserta, l'ex dg del Dipartimento Lavoro e Politiche sociali della Regione Calabria, indagato nell'inchiesta della Procura di Cosenza sul presunto scandalo dei precari Asp. A renderlo noto soino i legali di Caserta, gli avvocati Giancarlo Pittelli, Crescenzio Santuori e Francesco Iacopino. Caserta era stato iscritto sul registro degli indagati 142 persone, tra i quali tutti i precari assunti, il funzionario della Regione Calabria, Pasquale Capicotto (responsabile dei lavoratori lsu-lpu), e i vertici di allora dell’Azienda sanitaria bruzia, il direttore del distretto di Rogliano. Alla base dell'indagine c'è l'ipotesi che tutti abbiano «intenzionalmente procurato ai 133 soggetti, tutti assegnati all'Asp di Cosenza (i precari, ovviamente, n.d.r.), l'ingiusto vantaggio patrimoniale, costituito dal diritto ai «benefici di cui all'articolo 2 della legge regionale numero 15/2008» e il corrispondente danno ingiusto, di rilevante gravità, dell'amministrazione, Regione Calabria, che si obbligava alla corresponsione dei predetti benefici in favore di soggetti sforniti dei requisiti contemplati dalla norma.

Il Gip bruzio, Giuseppe Greco, aveva accolto la richiesta di misura interdittiva, per la durata di dodici mesi, avanzata dalla Procura per l'ex direttore generale Caserta. “Avverso l’ordinanza impositiva della misura cautelare interdittiva hanno proposto appello davanti al Tribunale del riesame di Catanzaro i legali del Caserta, gli avvocati Giancarlo Pittelli, Crescenzio Santuori e Francesco Iacopino, i quali, anche mediante produzioni documentali, hanno contestato la ritenuta sussistenza sia della gravità indiziaria che delle esigenze cautelari, tali da  giustificare, in termini di attualità e concretezza, l’adozione del provvedimento impugnato”. Il Tribunale del Riesame ha accolto l’appello presentato dalla difesa dell’ex DG, annullando la misura dell'interdizione nei confronti dell’ex DG. “Viva soddisfazione – scrivono i legali - è stata espressa dai difensori, i quali hanno precisato che l’ordinanza del Tribunale costituisce un primo passo, importante, verso un completo chiarimento della posizione del dott. Vincenzo Caserta, il cui agire amministrativo è sempre stato ispirato dai canoni della legalità e della correttezza”.

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