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Lamezia Terme - Il deposito delle motivazioni da parte della Corte di Cassazione nell'ambito del processo Why not chiarisce i termini assolutori nei confronti dell'imprenditore lametino Antonio Saladino, tra gli imputati oggi assolti insieme - fra gli altri - ai magistrati Salvatore Murone e Dolcino Favi, tutti coinvolti nell'inchiesta che prese il via dopo le denunce dell'ex magistrato Luigi de Magistris. La sentenza della Cassazione, infatti, fa “rivivere” in toto la sentenza di primo grado del Tribunale di Salerno che ha assolto anche Saladino “perché il fatto non sussiste”.

Le motivazioni della sentenza di Cassazione, depositate nei giorni scorsi, chiariscono come anche i motivi di ricorso di Saladino siano stati giudicati validi dagli ermellini, i quali di conseguenza hanno messo la parola fine su un procedimento giudiziario che per oltre un decennio ha impegnato le aule dei tribunali, stabilendo in maniera definitiva dunque che gli imputati debbano ritenersi liberati dalle accuse che erano state mosse nei loro confronti.

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