
Lamezia Terme - Ad inaugurare il ciclo di incontri letterari presso la Biblioteca Galleggiante dello Spettacolo del Tip Teatro la presentazione del libro “Non fate come me” del regista e sceneggiatore Massimiliano Bruno. Ad organizzare l'evento il Centro Riforme Democrazia e Diritti, in collaborazione con la libreria Tavella.
Il romanzo, edito Rizzoli, è per il regista anche un'occasione di incontro fra amici e familiari, un momento emozionante nutrito da vecchi ricordi legati alla geografia della città di Lamezia Terme e ad affetti intimi. A fare i saluti Costantino Fittante, del Centro Riforme Democrazia Diritti: “Abbiamo scelto questa location perché qui si fa cultura - afferma Fittante - è necessario stimolare il sostegno morale ad attività di questo genere. Spesso diciamo ai giovani 'il futuro è vostro' - prosegue - ma questo bisogna costruirlo insieme, dimostrando quindi vicinanza di intenti anche da parte delle vecchie generazioni. Viviamo in una città difficile, queste piccole fiammelle sono importanti”.
Particolare emozione scattata anche per Giuseppe Vitale, Magistrato emerito, che ricorda con entusiasmo l'amicizia con alcuni familiari del regista romano. “Dopo aver lasciato la magistratura mi sono messo a leggere, come diceva Scipione - commenta Vitale - prima di scrivere bisogna pensare”.

Un libro vivo, scorrevole, per quanto complesso in merito alle tematiche affrontate. Fortemente calato nella realtà matematica dei nostri giorni. In una società liquida, i cui valori sono quelli dell'apparire e del consumo. “Colpisce questo uso frequente dei monologhi interiori - continua Vitale - quale mezzo per scandire i tempi della coscienza. Simile alla tecnica narrativa del primo '900. Non è un libro di morte, ma è molto profondo. Mi viene in mente Albert Camus nel dire: non c'è amore di vivere senza la disperazione di vivere”. La rivolta, il tema centrale del libro, che attira l'attenzione dei giovani per il linguaggio contemporaneo utilizzato. Una rivolta contro le ipocrisie. Laddove una voce fuori campo sembri dire “Armate, combattete, scrivete, e cambiate il mondo”.
“Nel percorso fino al Tip oggi mio padre mi ha raccontato vecchi ricordi. Un'emozione speciale - racconta Massimiliano Bruno, della cui regia si ricordano fra gli altri i film Nessuno mi può giudicare (Nastro d’Argento e Globo d’Oro 2011), Viva l’Italia e Gli ultimi saranno gli ultimi - C'è un po' di Fausto ed Emilia nel libro. Mio padre ha sempre trasmesso ironia e forte senso critico ai figli. Mia madre è stata un'artista, una pittrice. É un romanzo scritto col cuore - dice l'autore - Sentivo l'esigenza di scrivere da solo”.

Un film si scrive con altri sceneggiatori, un libro no. Un romanzo permette di traslare la propria personalità nei personaggi. Un libro che rappresenta un atto di ribellione, perché diretto, e che per questo può essere anche scomodo. “Viviamo in un paese in cui il diverso provoca tensione. La diversità in un paese civile dovrebbe invece incuriosire - conclude Bruno a proposito di un uomo che propone una filosofia di vita - Non sempre quando si incontrano persone diverse deve esserci un pensiero peggiore o migliore, ma semplicemente diverso”.
V.D.
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